lunedì 16 novembre 2020

non aggiriamo le regole, comprendiamole

Continuo a pensare a un post che ho letto prima. È di una "famosa personalità della cultura italiana" che seguo perché -sottolineo- stimo. Sono un po' confusa.

Raccontava, come se fosse una cosa mai sentita prima, questa sua esperienza: visto che pian piano in Italia stanno chiudendo tutte le scuole, con 5 famiglie (5 significa una quindicina almeno di persone che non vivono sotto lo stesso tetto coinvolte) ci siamo organizzati la scuola a casa. Un genitore segue i bambini e gli altri vanno a lavorare a turno. Fantastico.

Peccato che se chiudono le scuole è per limitare i contatti fra nuclei familiari diversi. Se tutti i genitori lavorano, i partecipanti vengono a contatto con una quantità di persone notevole. Il rischio non è indifferente.
Questi si chiamano "learning pods" e qui se ne parla da mesi. Il fatto è che nel caso dei learning pods americani il più delle volte, questa è un'esperienza che si fa mentre le scuole rimangono aperte. È una scelta, un male minore diciamo, che può servire anche a svuotare un po' le classi a scuola e ha tantissimi lati positivi, davvero tanti, ma comunque anche una serie di conseguenze deleterie soprattutto sul piano dell'uguaglianza sociale. E qui potrei dilungarmi, ma cercate "learning pods" e troverete tutte le informazioni del caso, se vi interessa l'argomento.
Mi lascia abbastanza a bocca aperta questo non capire o non voler capire da parte di tanti, anche persone teoricamente equipaggiate molto meglio della maggior parte della cittadinanza, il motivo basilare per cui cinema, ristoranti, eventualmente scuole e tutto il resto viene chiuso.
Non si tratta di trovare modi per aggirare le regole, si tratta di assumersi una responsabilità individuale che si riflette poi sulla collettività.
Ovviamente i commenti erano quasi tutti grandi lodi, cuori e "grazie per l'idea, adesso mi organizzo anch'io".
L'intellettuale diceva che in questo momento bisogna resistere e sono d'accordissimo, usiamo l'immaginazione certo, ma troviamo altri modi, modi che non peggiorino ulteriormente la situazione.
Se promuoviamo idee allettanti, ma pericolose, questa pandemia non finirà mai.

17 commenti:

Anonimo ha detto...

Cosa consiglieresti di fare a quei genitori che devono lavorare (non possono permettersi di non farlo), che non possono lavorare da casa e non possono permettersi una nanny full time?

Zenzero Piccante ha detto...

veramente non chiudono le scuole per limitare i contatti, visto che qui il protocollo scolastisco è di una rigidità immane, che i posti di lavoro si sognano, tanto è vero che in NESSUNA scuola si sono registrati focolai e i casi di positività sono rimasti SINOGLI ESPISODI,s enza che nessun compagno venisse contagiato, segno che il protocllo funziona. le scuole vengono chiuse per demagogia, per dichiarata incapacità di gestire a livello locale altre questioni, come sanità e trasporti (oh, lo hanno ammesso, eh: chiudiamo le scuole perchè i trasposrti fanno schifo, le chiudiamo perchè le asl non riescono a star dietro ai tamponi dei civili). ti sembra un motivo sensato, degno di un paese civile? inoltre, i genitori devono attaccarsi al tram, perchè pochissimi possono svolgere mansioni in smart working, e tra loro sono ancora meno quelli a cui il titolare lo concede. come si fa a lasciare un bambino da solo a casa? senza contare che qui la dad è stata UN DISASTRO VOMITEVOLE anche nelle famiglie più colte, economicamente avvantaggiate, con tutti gli strumenti emotivi, culturali, mentali, psichici, tecnologici per star dietro ai figli. chiudere le scuole in italia è solo un modo delle istituzioni per non assumersi le proprie responsabilità sulle proprie gravissime carenze negli ambiti collaterali, prendendosela con la cetagoria su cui è più facile fare il tiro al piccione. peccato che questo abbia un impatto devastante non solo sulla psiche e sui risultati accademici di una generazione intera (3 ore al giorno di lezione a chi va bene. parliamone. 15 ore alla settimana contro 25-30 regolamentari). non siamo nella situazione di emergenza per cui la dad è necessaria, perchè se no avrebebro chiuso in casa TUTTI, e invece in zona rossa vedi gli adulti, e solo loro, girare giulivi con motivazioni barbine, coi ragazzi chiusi in casa a morire. prima di fare post giudicanti, viviamo la situazione e riflettiamo un attimino.

nonsisamai ha detto...

A me sembra che a volte chi legge si dimentichi che dall'altra parte c'è un essere umano. Secondo voi in Texas la pandemia non c'è? I miei 2 figli sono in DAD da marzo e io ho dovuto lasciare il lavoro. Non ho soluzioni, nessuno le ha, ma nei limiti della mia formazione umanistica, mi sono studiata molto bene il funzionamento del virus e ribadisco: incitare la gente ad aprirsi "scuole" private a casa nel momento in cui quelle pubbliche vengono chiuse, è pericoloso e denota scarso senso civico.
A me sembra ovvio. Se non siete d'accordo, va bene. Non siamo certo nemici per questo. E' un momento di difficoltà per tutti. Urlarsi contro peggiora solo le cose. Calma, per favore.

Anonimo ha detto...

Carissima, quanto hai ragione. La gente aggredisce in continuazione usando toni che io veramente boh. Come se noi qui fossimo in spiaggia in Florida a contare i bilioni di dollari.
Anche noi scuole chiuse da marzo, lavoriamo da casa tra mille ostacoli e difficoltà, ma solo gli altri hanno i problemi. Io sinceramente ho silenziato tanti. Mi hanno stufata, sempre a lagnarsi e a vedere complotti ovunque.
Se osi dire, mi manca l'Italia, non potrò venire a Natale ti urlano contro: "Pensa a me che non posso andare a sciare"... Oppure "mio figlio in classe con la mascherina quasi sviene!!!!" E così via. Mi sono anche tolta da fb: ah, mi sento rinata!
Parliamo di cose belle: grazie per tutti i suggerimenti e le cose che condividi, ho ascoltato alcuni dei podcast che hai consigliato: davvero interessanti.
Sei una brava persona, i tuoi post mi danno sempre l'opportunità di pensare, di riflettere e anche di cambiare idea e rivedere certe posizioni. Ho adorato il post su Halloween, anche qui il vicinato ha cercato di tenere alto l'umore dei bambini e forse è stato il più bello degli Halloween che ho festeggiato da quando mi sono trasferita qui. Un caro saluto e per favore continua a scrivere!

Cristina ha detto...

Sono rimasta molto spiazzata anche io dall’aggressività delle risposte sopra, e considera che sono completamente contraria alla didattica a distanza, ritengo che con una miglior pianificazione avremmo potuto preservare la scuola in presenza, ma nel mare di melma in cui ci troviamo a galleggiare cerco di rispettare tutte le regole. Posso protestare, posso informarmi, ma rispetto le regole. Non spargiamo rancore in giro, davvero, è molto difficile anche se ci trattiamo gentilmente, non complichiamo le cose! Detto questo, non ho letto l’articolo a cui ti riferisci, diciamo che, visto da casa mia, neppure io me la sento di puntare il dito con veemenza contro chi organizza questa “scuola clandestina”. Ripeto, non lo farei, ma nello stesso tempo, dentro di me, non posso fare a meno di pensare che in tutto lo schifo di lassismo che vedo, per futilissimi motivi, un minimo di assembramento per tornare a godere dell’apprendimento in compagnia mi fa meno specie di quanto vorrei. Questo pensiero mi fa sentire meno integerrima di quanto vorrei, ma se mi guardo bene dentro riconosco di far fatica a condannarli. Che tempi complicati.

nonsisamai ha detto...

Anonimo: grazie! Hai ragione, a volte sembra una gara a chi sta peggio ed è un gran peccato. E' innegabile che in un modo o nell'altro questa situazione ci tocchi tutti e allora tanto vale solidarizzare, no?

Cristina: è vero, che tempi complicati. Quel post lo hanno visto in pochi forse perchè è stato cancellato. Forse l'autore si è reso conto della pericolosità del messaggio? Si rischiano multe? Non saprei. Nemmeno io ce l'ho contro queste soluzioni in assoluto. Ho carissimi amici che lo stanno facendo (gruppi di 2 non 5!), ma qui non è proibito. Anzi stando a casa si rende la scuola più sicura per chi non ha alternative. Il discorso per me è semplice: se si può fare si fa o si valuta, ma se è vietato basta, è vietato, non si può. Vedo che in Europa le restrizioni bene o male si rispettano e le cose migliorano in fretta mentre noi qui affondiamo sempre di più, è una catastrofe per ora invisibile ma reale. Mentre voi avete avuto un'estate quasi normale, noi qui siamo rimasti sempre allo stesso punto. E' angosciante non vedere il minimo miglioramento. E' una cosa che mi tocca molto da vicino, per questo me la prendo con chi fa disinformazione. E' veramente questione di vita o di morte. Grazie per il tuo commento!

Zenzero Piccante ha detto...

allora, io le regole le rispetto. mio figlio ha la mascherina in classe sempre da settembre per scelta della scuola, da prima che fosse obbligatoria, e nessuna ha detto BIF, nessuno ha protestato nè genitori nè bambini, che sono solo contenti di poter andare (per ora) a scuola. mio figlio non frequenta nessun amico o compgano al di fuori della scuola. è figlio unico, la sua unica vita sociale è limitata alla classe, gli hanno tolto anche lo sport iper controllato dover erano in 10 tracciati, controllati, monitorati, a fare allenamenti individuali a distanza (però i suoi amici continuano catechismo in condizioni che lasciamo stare). io mi arrabbio contro chi non rispetta le regole, ma contesto anche i facili giudizi di chi non vive una situazione e mi sono permessa di criticare una considerazione semplicistica sulla motivazione delle scuole chiuse, spiegandola anche piuttosto bene mi pare. le scuole NON sono chiuse per limitare i contatti, punto. sono chiuse per altri motivi per stessa ammissione delle istituzioni, ammissioni fatte in conferenza stampa, non ammissioni fasulle che girano su audio whatsapp tra gruppi complottisti. sono stata aggressiva? sì, perchè sono esasperata, sono stanca, sono stufa di questa situazione, sono stufa di essere ligia alle regole, stufa di sentirmi presa per i fondelli da chi si sente più furbo e anche dalle istituzioni che rinchiudono i ragazzi solo perchè non sono state capaci in 8 mesi di sistemare i trasporti e la sanità, per lasciare però gli adulti liberi di fare quello che gli pare anche nelle zone rosse, e poi devo anche leggere frasette banalotte sulle scuole chiuse per limitare i contatti, frasette che denotano di non avere proprio nè informazioni nè comprensione della motivazione reale. ok, chi ha organizzato le scuole in casa sbaglia, ma io mi metto anche nei panni di chi non ha alternative e che prova a fare del suo meglio atterzzandosi con mascherine, gel, distanza, finestre aperte pur di avere una vigilanza sui figli minorenni che da soli non possono stare nemmeno in dad, e che non possono permettersi di lasciare il lavoro. io non lo farei mai, ma io sono una privilegiata.

Anonimo ha detto...

Ciao Nonsi, ti leggo spesso con grande piacere (l'anno scorso ti chiesi informazioni prima di passare il Texas, e mi indicasti Fort Worth, turistico ma mi e' piaciuto un sacco, ho comprato degli stivali fantastici (o terribili, a seconda dei gusti).
Comunque:
anche io mi comporto secondo il 'se si puo' fare, si guidica se farlo. Se non si puo' fare, non si fa'. Niente mi confonde e irrita di piu' dell'Italiano 'non si potrebbe' (con l'inevitabile 'ma' che segue.
Anche perche', nella mia esperienza, pensare di basarsi sul buon senso individuale sembra un'ottima cosa finche' non si applica a tutti. Abbiamo tutti dei conoscenti del cui buon senso non ci fideremmo, le cui opinioni non condividiamo, e che fanno (anche in perfetta buona fede) delle emerite cazzate. A volte, sviati da informazioni incomplete, fretta, o interesse - le facciamo anche noi! :D
Io approvo un 'framework' di regole dentro a cui so che ci muoviamo tutti, per salvarci a vicenda dall'incompetenza personale, e ho cercato un paese di cui approvassi il framework (la Scozia. Attenzione, non l'Inghilterra. Freedooooom!).

Giovanna

Cristina ha detto...

Zenzero, io capisco il tuo scoraggiamento, peraltro vivo una situazione quasi identica alla tua, ma non è giusta la tua aggressività in questo contesto, è solo uno spargere negatività in giro! Davvero, lo capisco perché a volte ho voglia di urlare forte forte a chi non ha pensato ai trasporti, ma questo blog non ne è responsabile! Questo blog è espressione di una persona che vive in un contesto forse peggiore del nostro (non voglio difendere nessuno, eh, si può difendere tranquillamente da sola, è solo per parlare) e ci sta che sia un po’ snervata in modo diverso da noi!

nonsisamai ha detto...

Zenzero: L'hai letto bene il post? Lo hai capito che la scuola a casa se l'è fatta una persona molto "privilegiata" come dici tu?
Ti confesso che al fastidio iniziale si è sostituita la noia nel leggere i tuoi commenti (o dovrei dire sproloqui).
Questo è un blog piccolissimo che tengo in piedi con amore da un sacco di anni proprio perchè nessuno si permette mai di mancare di rispetto a nessuno. Se non ti piace, leggi altro, fai altro, spiega la vita a qualcun altro. Nessuno sentirà la tua mancanza.

nonsisamai ha detto...

Giovanna: ciao, mi ricordo il nostro scambio di messaggi! Sono contenta che il Texas ti abbia trattata bene, come si dice qui. Io ho anche carissimi amici, non solo conoscenti che in questo campo hanno opinioni diverse dalle mie. Sono d'accordissimo con te. Ci sono tanti fattori in gioco, compresa la cosiddetta "pandemic fatigue", è una situazione nuova e complicata. Vedo che qui ci sono pochissime regole e infatti sta andando tutto a rotoli affidandosi al cosiddetto buon senso degli individui. Proprio l'altro giorno si è sposata la figlia di una conoscente: un centinaio di persone al ristorante, a ballare e mangiare felici. Gli unici con la maschera erano i fotografi. Quale buon senso?

nonsisamai ha detto...

Grazie Cristina!

Anonimo ha detto...

Cara Nonsi, ti voglio ringraziare per aver messo un freno a certi commenti perchè questo è davvero uno dei pochi blog sani dove io vengo a leggere e a informarmi, non solo perchè scrivi in un buon italiano tante cose interessanti, ma anche per la gentilezza e la sensibilità con cui ti esprimi e che dimostri verso le persone, i deboli, gli ultimi.
Io ti leggo sempre, ma credo di aver commentato una sola volta anni fa sul tema african-american, ma ieri a leggere quei commenti così aggressivi e sempre involuti su sè stessi mi sono sentita a disagio e ho scritto proprio per paura di perdere questa oasi di pace.
E poi ritornare per ribadire sempre la stessa cosa, anzichè scusarsi. Ma basta veramente sempre con sto volere l'ultima parola a tutti i costi, basta esprimersi con la bava alla bocca. Ci sono tanti luoghi virtuali dove la gente può sbraitare in compagnia, perchè inquinare anche questo?
Viva la gentilezza che diffondi con le tue parole e con la tua arte cara Nonsi!

Zenzero Piccante ha detto...

no va bhe: due commenti per voi diventano un "continuo tornare" a commentare... ok, addio, rimanete nel vostro solipsismo in cui siete belle, buone, brave e tutti gli altri sono cattivi e con la bava alla bocca solo perchè osano dissentire. pace e amore, divertitevi a dirvi l'un l'altra quanto siete perfette. ribadisco: le regole vanno ossservate, punto, ma i giudizi vanno emessi sulla base di realtà: le scuole in italia non sono state chiuse per limitare i contatti tra nuclei diversi, come afferma la padrona del blog, che era l'unica cosa che contestavo. se poi non si capisce che la mia rabbia è verso la situazione e non verso la persona, solo perchè ho usato delle parole maiuscole, è un problema vostro di autocompiacimento e difficoltà di comprensione dopo che per ben due volte (due, non 10 come continuate ad affermare) ho sottolineato quale era la mia contestazione

Nonsisamai ha detto...

Devo assolutamente chiarire perché anche se questo è un piccolissimo blog, non si può fare disinformazione su questo argomento.
Zenzero ha ripetuto una quantità di volte "le scuole in italia non sono state chiuse per limitare i contatti tra nuclei diversi". Non ha senso. Limitare i contatti fra nuclei diversi è la base di ogni tipo di lockdown. La scuola non è un compartimento stagno, non può essere una bolla sicura al 100% (mezzi di trasporto, attività extrascolastiche,...). Nel momento in cui gli ospedali si riempiono, per fermare la catastrofe, l'unica cosa è limitare i contatti. Per questo spesso vengono chiuse anche le scuole. Non so cosa ci sia di controverso.

nonsisamai ha detto...

Anonimo: grazie, non so che altro dire. evviva la gentilezza sempre :)

Anonimo ha detto...

la disniformazione allora non farla nemmeno tu, che in italia non ci vivi. forse non sai quale è il protocollo scolastico qui, che è molto diverso da quello adottato altrove all'estero, perchè qui in italia avremo tantissimi problemi ma il protocollo scolastico è di una rigidità inaudita che benvenga in questo momento.
forse non sai che le istituzioni, quando hanno deciso di chiudere le scuole, hanno detto esplicitamente, in conferenza stampa, che la motivazione era esclusivamente per il fatto che i trasporti (responsabilità regionale...) sono penosi e che (in campania) le asl non riuscivano a processare tutti i tamponi della popolazione, e che quindi hanno deciso di chiudere le scuole per smettere di avere i tamponi provenienti dalle scuole dove per un solo starnuto (sì, non esagero) era previsto l'allontanamento e l'indirizzamento al punto tamponi.
hanno ammesso che hanno deciso di chiudere le scuole per smettere di fare tracciamento, perchè se prima ogni minimo sintomo di un alunno veniva trattato come sospetto covid con attivazione di sirene, allarmi e tutto l'ambaradan, adesso semplicemente i malanni di stagione, e purtroppo anche il covid paucisintomatico, vengono taciuti e trattati a casa perchè non si è più soggetti a tracciamento obbligatorio. astuto, no? la cosa è stata criticata oltremodo da pillole di ottimismo, che non è esattamente composta da 3 dementi visto che consideri me tale, ma da virtologi, biologi, epidemiologi, scienziati, medici.
è stato costantemente ribadito che il problema non erano le scuole, che non c'erano focolai, che i contagi in tali ambienti erano prossimi allo zero (0,04% tra gli studenti, 0,02% tra il personale).
ora, chi fa disinformazione? chi dice che le scuole sono state chiuse per limitare i contatti tra nuclei famigliari (che manco avvenivano), o chi dice "guarda che le istituzioni hanno detto che le motivazioni sono altre"?