mercoledì 13 giugno 2018

che gioco è?

Il padre e il nonno di Kim Jong-un hanno sempre sognato di incontrare un presidente americano. Il motivo per cui non è mai successo è che un incontro veniva visto dagli americani come una ricompensa. I nordcoreani fanno qualcosa per noi (tipo distruggere il proprio arsenale nucleare, cose così...), noi gli concediamo una stretta di mano. Trump ha deciso di fare tutto a modo suo come al solito. Prima ha promesso "fuoco e furia", ha dileggiato (Rocket Man e offese varie) poi si è sciolto nel sentimentalismo (ve la ricordate la lettera di addio?) e infine è approdato alla pura adulazione (un 'onore' incontrarlo, 'grande personalità', 'molto intelligente',...). Oggi tutti a parlare di incontro storico e speranza per il futuro e certo, tecnicamente è un incontro storico date le premesse, ma di quale speranza stiamo parlando? Di sicuro nessuna speranza per i diritti umani. Uno dei dittatori più feroci del mondo è stato trattato con tutti gli onori senza concedere assolutamente nulla in cambio. L'unico scopo concreto di questo meeting era la denuclearizzazione della Corea del Nord e non si è ottenuto. Si sono ottenute invece tante foto ufficiali che per chi non si informa sono l'unica cosa che conta. Sono foto preziose sia per Trump che per Kim. 

La foto di una stretta di mano con sfondo di bandiere da che mondo e mondo comunica autorevolezza e pace, ma bisogna andare anche oltre l'apparenza qualche volta.

Negli ultimi giorni Trump ha attaccato tutti gli alleati storici democratici e si è esposto in difesa dei peggiori dittatori del mondo (da Putin a Kim Jong-un da Erdogan a Duterte).

Cosa significa?

2 commenti:

Daniela Tonelli ha detto...

Che e' un pazzo!
Guidato da non si sa cosa o chi. Forse anche solo dalla sua pazzia

Betty ha detto...

Eccerto che Trump sostiene i dittatori...è uno di loro! O almeno je piacerebbe...ideologicamente sono molto vicini

Ciao

Betty