martedì 2 dicembre 2014

quando la festa finisce

Fra qualche giorno e' il compleanno di Joe e gli sto organizzando una minuscola festa.
Le feste di compleanno dei bambini piccoli qui hanno una serie di caratteristiche comuni. Innanzitutto, coinvolgono tutti i genitori, anche quelli degli invitati, dal momento che purtroppo a quell'eta' non e' consentito accompagnarli e poi tornare dopo un paio d'ore a riprenderseli. I suddetti genitori, perfetti estranei, si ritrovano cosi', con evidente disagio e birignao, a cercare di intavolare debolissime conversazioni per riempire i silenzi. C'e' il genitore tappezzeria e quello che cerca di fare lo splendido, ma tutti in genere manifestano chiaramente sul viso un unico sentimento: quello di trovarsi altrove.
Queste feste, o almeno quelle a cui Joe viene invitato di solito, si svolgono raramente nei giardini delle case, mai dentro le case ho visto, e più' comunemente in qualche locale pubblico. A volte la festa di compleanno e' in un ristorante, altre in un museo, in uno zoo, un parco... c'e' un'enorme varietà' di posti e attività' ricreative a cui abbinare una festa di compleanno.
Le tre feste di compleanno di Joe, sono state molto simili fra loro, ma di tutt'altro segno. Tanto per cominciare, non ho mai invitato i suoi amichetti dell'asilo in blocco, ma solo i bambini con cui so che si trova bene a giocare, cioe' quelli con cui lo vedo giocare, i figli dei miei amici. Le sue, sono sempre state feste molto all'italiana direi. Sempre a casa. I bambini giocavano in una stanza e i genitori si intrattenevano e facevano festa anche loro in un'altra. Poi una bella torta, normale, fatta in casa, e tanti auguri a te.
So che un giorno, Joe arrivera' con un desiderio speciale per la sua festa e se sara' possibile lo accontenterò', ma non ho mai avuto la necessita' di affrettare i tempi. Ho sempre pensato... se anche noi possiamo divertirci con i nostri amici mentre lui si diverte con i suoi perche' andare a complicarsi la vita?
Le feste di compleanno a cui andiamo di solito, hanno quasi sempre un sito, degli inviti postati, stampati, spediti e tante volte anche un biglietto di ringraziamento con relativa foto della festa o del festeggiato che ti arriva a casa dopo un paio di giorni. Ecco, io finora ho chiesto alle persone se volevano venire, tutto qui. A me sembra normalissimo, ma se ti trovi in una realta' in cui non lo e', possono sorgere dei malintesi.
La cosa che mi fa piu' ridere, ad esempio, e' che alcuni non si rassegnino all'idea che alle feste di Joe non ci sia un orario di fine, ma solo di inizio.
C'e' una persona che mi ha sfiancato l'altro giorno.
- A che ora finisce la festa?
- Non lo so.
- Si ma a che ora finisce?
- Non lo so.
- Due ore? Tre? A che ora hai detto agli altri che finisce?
- Facciamo cosi': finisce a mezzanotte e voi tornate a casa quando ne avete voglia.

Alcuni penseranno che sono strana forte, ma io agli orari di fine delle feste non mi rassegno, gli ospiti non li metto alla porta a tempo scaduto. Tra l'altro, le cose piu' belle succedono proprio quando si va avanti e a nessuno sovviene di guardare gli orologi.
Mi e' venuto in mente un ricordo bellissimo. D'estate, al mare, i miei facevano spesso tardi con i loro amici, cosi' tardi che tante volte scattava la mitica spaghettata di mezzanotte. Se chiudo gli occhi posso perfino sentire il sapore di quell'aglio, olio e peperoncino nei piatti di plastica. Sembrava tutto piu' buono a quell'ora perche' era un'eccezione, uno strappo alla regola, un gesto di liberta', una prova di quanto si apprezzasse la compagnia reciproca. Sono anche queste le esperienze che uniscono le persone, no? Casualmente ci e' successo qualcosa di simile proprio lo scorso fine settimana qui, con degli amici americani. Abbiamo fatto talmente tardi che verso le tre abbiamo deciso di concederci una specie di seconda cena. Ed e' stato bellissimo, nessuno si e' lamentato di niente.
Come sempre vivendo all'estero, la cosa piu' difficile, e' mantenere un equilibrio fra chi sei e chi ti fanno credere che tu debba essere per essere accettato.

No, in questo caso, mi rifiuto: l'orario di fine festa per me non esiste.

Relax everybody.

11 commenti:

Nuvola Sospesa ha detto...

Come sempre vivendo all'estero, la cosa piu' difficile, e' mantenere un equilibrio fra chi sei e chi ti fanno credere che tu debba essere per essere accettato.

Quanto e' vero!

B.

Pola ha detto...

Prova a spiegare le spaghettata di mezzanotte agli americani... che ridere!

ciacco29 ha detto...

Molte cose, temo, stanno cambiando anche qui: per esempio si diffonde l'uso di fare le feste in locali pubblici e con questo non intendo la sala della parrocchia o del circolo ricreativo, ma la ludoteca, la biblioteca, il museo o il fast food che mettono a disposizione animazione/spettacolo/laboratorio e merenda.
Capisco la praticità della scelta, ma sinceramente non è cosa che mi piaccia troppo.
Per i biglietti di invito invece mi sono adeguata quando si è cominciato a parlare di includere i compagni di scuola, così ora gli amici li chiamo alla classe scrivo e ringraziare non ringrazio nessuno, secondo me toccherebbe a loro, il giorno dopo, farmi sapere che hanno gradito.

Marica ha detto...

e allora auguri anche a joe e buona festa a voi (noi abbiamo appena fatto!)

nonsisamai ha detto...

grazie!

pola: non ci provo nemmeno, vado direttamente sulla pratica, cosi' non ci sono malintesi ;)

La perfezione stanca ha detto...

Si, è vero, anche qui in Italia si comincia a diffondere l'usanza di fare le feste di compleanno dei bambini in ludoteche o in fast food. Il risultato è che le feste sono tristissime, non c'è posto per gli adulti, nessuno lascia i bimbi e torna a prenderli, tutti lì a presidiare. Ovviamente per forza c'è un orario di fine, visto che il posto si affitta per due o tre ore e si mangiano porcherie inenarrabili surgelate e fritte. Bambini chiusi in gabbie gonfiabili in cui sembrano scimmiette impazzite. Che squallore!

nonsisamai ha detto...

certo che piu' passa il tempo piu' tutto si assomiglia qui e li', la famosa globalizzazione immagino...

Luciano ha detto...

Veramente questa cosa di fare le feste in questi luoghi mi sta piacendo molto (torno adesso da una di queste feste in cui bambini e adulti si sono divertiti tanto). Uno dei posti più utilizzati qui è il tetto del negozio di giocattoli, dove ci sono castelli gonfiabili, scivolini, casette ecc.
Si mangia quello che viene portato da chi organizza, quindi di solito tutto fatto in casa, e i bimbi hanno tanto di quello spazio per correre e giocare che in casa non può esserci.

La perfezione stanca ha detto...

Scusa Luciano, ma la prossima volta che vai a una di queste feste che ti piacciono tanto, applicati ad osservare i bambini. Ognuno gioca per conto suo con lo scivolo o con l'altalena o le palline nella gabbia. Nessuno interagisce con nessuno.
Il punto non è fare la festa in casa o su un bel prato, il punto è fare giochi tutti insieme, quelli che quando ero piccola io mi organizzavano i genitori, le cacce al tesoro, i rubafazzoletti, le corse a chi arriva prima, anche i giochi di società, ma tutti insieme, non ognuno per conto suo. E quello che capisco io è che i genitori di oggi non si vogliono spremere nemmeno un po', ficcano i bambini in queste macchine da gioco e chi s'è visto s'è visto.

Luciano ha detto...

Ah, applicarmi mi ci applico eccome. E non è così. Sono 3 anni che porto mia figlia al parco giochi e lì lei si relaziona eccome. E a queste feste i bimbi giocano insieme eccome.
Poi, ieri, i genitori del bimbo hanno anche organizzato una caccia al tesoro. Ma quando ero piccolo io i grandi non organizzavano certamente giochi nelle feste in casa.

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo: che male c'e' se ogni tanto corrono liberi senza troppa organizzazione sia al parco che ad un compleanno? Sara' che i miei passano ogni giorno a seguire attivita' didattiche e giochi organizzati a scuola che un po' di gioco libero non puo' far loro male. E poi mica e' peccato se a volte giocano anche da soli? Sara' che a me tutto queste attivita' di gruppo mi stufavano dopo un po' da bambina. Ci vuole di tutto un po'!