mercoledì 4 dicembre 2013

insegnare l’empatia

Una volta ho parlato con una mamma che ha fatto una scelta radicale. Ha lasciato il lavoro dei suoi sogni per stare a casa con i figli. Quando le ho chiesto perche’ lo avesse fatto, mi ha risposto che per essere sicura che imparassero l’empatia doveva essere presente, insegnargliela attraverso il suo esempio.

Secondo lei solo dalle reazioni di tua madre o di chi passa piu’ tempo con te nei primi anni di vita, impari ad ampliare il tuo sguardo agli altri esseri umani e a capire veramente come si sentono.

Ci pensavo oggi.

Il piccolo Joe imita i miei comportamenti in una maniera inquietante. Mi sta facendo prendere coscienza di cose che ho sempre fatto o detto e che non ho mai notato in nessun modo.

Sembrava sempre una scusa quando a scuola i genitori sgranavano gli occhi e dicevano non riesco proprio a capire dove abbia potuto imparare una parolaccia del genere! Ora che sono un genitore anch'io, lo so per certo: era una scusa.

Il lato serio della faccenda e’ che i figli non copiano solo le parolacce o i gesti stupidi, ma soprattutto il modo in cui si relazionano agli altri. In questo periodo sbatto in continuazione contro al fatto che quei valori che sono del tutto acquisiti e naturali per me non lo sono assolutamente per lui, che magari dice per favore e grazie perche’ glielo ho ripetuto mille volte, ma non sa affatto che cosa sia giusto o sbagliato e per quale motivo.

A volte, quando sono in difficolta’ con lui, mi sorprendo a dirgli cose ridicole.

E’ bello aiutare gli altri. Non bisogna fare sentire gli altri tristi. Se ti viene chiesto ‘per favore’ devi farlo.

Non ci avevo mai pensato, ma anche tutte quelle cose che non ti ricordi nessuno ti abbia mai insegnato, quelle che pensi che facciano parte di te perche’ tu, banalmente, ti ritieni quello che si dice una brava persona, da qualcuno le hai imparate, le hai viste. Di sicuro, non ti sono venute spontanee e bisogna che in qualche modo le insegni a tuo figlio. Gia’ ma quale modo? L’unico plausibile mi sembra proprio quello che dice quella mamma di cui accennavo all’inizio, l’esempio.

Ti faccio vedere come si lavano i denti e ti faccio vedere come si rispettano le persone.

Non si puo’ mica mandare in giro per il mondo uno a cui non gliene frega nulla degli altri.

Questa, fra tutte quelle della vita, e’ davvero una responsabilita’ da cui e’ complicato non farsi schiacciare.

6 commenti:

Luciano ha detto...

Non saprei, non è il mio caso. Io ritengo di avere molta empatia, ma di non averla imparata affatto dai miei genitori, che non ne hanno mai avuta.
Amare il prossimo ed aiutarlo è importante, ma da grande ho dovuto imparare con molta fatica anche a dire di no. E sarebbe stato meglio aver imparato prima. Esiste un equilibrio tra i due estremi del fregarsene degli altri e dell'annullare se stessi per donare agli altri. Credo che anche questo vada insegnato. Non è facile per niente.
Grazie ancora per questi spunti di riflessione.

Anonimo ha detto...

Sì, si insegna con l'esempio, si insegna vivendo.
Ma non dobbiamo sentirci schiacciati dall'eccessivo impegno perché i bambini intuiscono le nostre buone intenzioni al di là del fatto che riusciamo a metterle in pratica sempre.
Poi non siamo noi l'unica agenzia educativa, ci sono la scuola, la società, gli amici...
Inoltre non dobbiamo pensare di dovere essere visti come perfetti dai figli, sarebbe un grave problema per loro, che si sentirebbero schiacciati dal confronto, perdendo autostima, ed avrebbero molta più difficoltà a staccarsi da noi, inizialmente contestandoci proprio nei nostri punti deboli, e a trovare la loro individualità senza diventare una nostra copia.
Infine conta il carattere, che rende diversi fratelli allevati allo stesso modo, e ci rende, quindi, preziosamente unici.
Certamente, comunque, l'esempio dei genitori segna moltissimo ed anche il figlio che, da adolescente, ha furiosamente contestato i tuoi valori fondanti, quando sarà adulto vivrà secondo quei valori se erano validi ed hanno retto l'urto della sua contestazione.
Mila

Anonimo ha detto...

La penso come Mila.
Mi pare una frase cosi' americana quella che ti ha detto la tua amica che proprio non riesco a capirla. I bambini ci capiscono al volo, non c'e' bisogno di sottoporli ad overdose di presenza materna per insegnare loro a vivere. Anzi, mi pare dannoso, a dirla tutta.

Valeriascrive

La perfezione stanca ha detto...

Però lasciare il lavoro per stare con i figli non mi sembra un bel messaggio. Troppo peso su questi poveri bambini.

Baol ha detto...

I bambini capiscono tutto, molto più di quello che vorremmo insegnar loro.

Francesca ha detto...

Bel post, fa pensare... :)
Io sono d'accordo con la mamma in questione e, se avessi avuto figli, avrei fatto lo stesso. Non dico che è giusto in senso oggettivo, solo che io lo avrei fatto. Non solo per il discorso dell'empatia, ma per una serie di motivi tutti in qualche modo correlati a questa. :)