giovedì 29 agosto 2013

soprannomi che diventano nomi

C’e’ una cosa in cui mi sono veramente americanizzata: l’uso del soprannome e agli italiani questo proprio non va giu’. Mi ricordo che appena siamo arrrivati in Italia quest’estate, una nonna al parco ha chiesto al piccolo Joe come si chiamava e lui ha risposto con il soprannome che usiamo quando parliamo in italiano, non perche’ sia stato istruito a dire cosi’, ma perche’ per lui e’ naturale, si sente chiamare cosi’ e pensa che quello sia il suo nome. Infatti, se gli chiedi come si chiama in italiano ti dice come lo chiamiamo di solito quando parliamo in italiano e se glielo chiedi in inglese ti dice come viene chiamato quando parliamo in inglese. Lo so sembra complicato, ma per noi non lo e’. Ad ogni modo, la signora non era per niente soddisfatta dalla risposta ricevuta, cosi’ ha chiesto di nuovo: “Si, ma qual e’ il tuo nome?” e lui ha ripetuto il suo soprannome. A quel punto la signora ha cominciato a spazientirsi. “No ma il tuo vero nome!” e lui ripeteva sempre il soprannome. Prima che le venisse una crisi isterica, sono intervenuta, le ho rivelato il nome che c’e’ sul passaporto e si e’ subito tranquillizzata.

Qui non sarebbe mai successo. Ognuno si accontenta della risposta che riceve. Ci sono nomi davvero assurdi eppure nessuno si stupisce (tranne la sottoscritta chiaramente). Gli americani non sono un popolo molto curioso sotto questo punto di vista.

Ma veniamo a me. Nemmeno io avrei mai pensato prima di presentarmi con il mio soprannome, ma oramai il mio soprannome di fatto e’ diventato il mio nome.

I primi tempi qui , mi presentavo come in Italia, con il mio nome per intero pronunciato uguale, ma dopo un po’ ho cominciato a odiare la maniera in cui veniva storpiato. Non mi sentivo chiamata e non era una sensazione per niente piacevole o superficiale, ne andava della mia identita’ in qualche modo.

Non dimentichero’ mai questo tale della compagnia telefonica o elettrica non ricordo, che mi tenne al telefono un’ora continuando a chiamarmi Himalaya, come la montagna.

Dopo un po’ mi sono arresa: il mio nome e’ lungo, pieno di vocali e praticamente impronunciabile per gli americani. Ho cominciato a usare il diminutivo che quasi tutti i miei amici hanno sempre usato anche in Italia (perche’ nessuno mi ha mai chiamato con il mio nome per intero, nemmeno i miei genitori) e pian piano quello e’ diventato il mio nome piu’ del mio nome in un certo senso. Qui mi presento sempre con il mio soprannome. C’e’ gente che conosco da anni che non ha idea di come mi chiami davvero e c’e’ gente che per gentilezza, si ostina a cercare di chiamarmi con il mio nome per intero e mi infastidisce da morire perche’ non ci riesce proprio, e’ inutile. Insomma, preferisco un soprannome detto bene a un nome pronunciato male. 

Ogni tanto, mi viene spontaneo firmare un’email, ad esempio, con il mio soprannome anche in italiano e dagli sconosciuti ricevo sempre reazioni tipo quella della nonnina al parco. In effetti, questo e’ proprio diverso da una lingua all’altra. Non riesco a immaginarmi che so, un Alessandro che si presenta come Ale o una Cristina che si presenta come Cri, ma qui si’, qui funziona perfettamente. Di fatto ognuno si sceglie il suo nome.

11 commenti:

Marica ha detto...

ok, sulla conclusione ci siamo, qui ognuno si sceglie il suo nome, tant'e' che c'e' gente che si presenta con le iniziali, cosa che in italia non accadrebbe mai...

pero' non ho ben capito perche' il piccolo Joe viene chiamato in due modi diversi in base al fatto che state parlando italiano o inglese :-/

io qui mi sono arresa: con la gente che non rivedro' piu' sono Monica, con le persone che rivedro' sono Mari'ca (con l'accento sulla i riescono a capirlo e pronunciarlo, altrimenti no)

Valentina VK ha detto...

Ecco appunto: ho chiamato le mie figlie beatrice e alice pensando anche che al limite,essendo nomi scritti uguali anche in francese e inglese,piu che beatri's ali's o bi'atris a'lis non potevano diventare.invece quella sillaba "ce" crea voli pindarici incredibili.visto che le chiamiamo sempre bea e ali,all'asilo ho fatto "nominare" bea ufficialmente cosi'.almeno se la chiamano sanno che e' lei, senno' tra beatricce,beatrissa e beata o beatka non ne uscivamo piu'. Al contrario col mio nome nessuno pare avere problemi (*nche se quando lo leggo scritto walentyna ho un attimo di smarrimento) ma e' I'll concetto di "vale" che sembra difficile: val, vala, valenka, vela (??)...

nonsisamai ha detto...

marica: non so spiegarti, e' naturale per noi. soprattutto il diminutivo italiano non funziona assolutamente in inglese, quindi e' cosi', due nomi (in realta' anche di piu'...) ma non e' stata una scelta razionale, e' successo e basta. e lui lo capisce perfettamente, non ha problemi di sdoppiamento di personalita' per ora :)

valentina: mi piacciono molto i nomi delle tue bimbe. ho notato che noi expat amiamo i nomi cosi' che vanno bene in piu' lingue, anch'io ho fatto la stessa scelta e piu' o meno tutte le mie amiche. un sacco di sofie, venesse e via dicendo :)

NotreAnne ha detto...

Capisco, tutto i miei amici che sono negli usa si sono 'ridotti' il nome: Nico, Ele. Io nel mio piccolo, nel poco tempo stata la avevo iniziato, dove potevo, a firmarmi con un sacco di H. Che Hannah viene pronuciato decentemente, Anna no. Idem ragionamento come Vale per le bimbe, ma dove aver visto come si riesce a storpiare comunque il mio, sono pronta a tutto.

NotreAnne ha detto...

dopo, non dove
devo smettere di leggere blog e scrivere commenti prima del caffé!!!

Valentina VK ha detto...

sul tema H, Anna mi ha fatto venire in mente l inaugurazione del primo mandato di Obama, quando il presentatore ha annunciato l ingresso sul palco degli ex presidenti e ha detto

william J. ..

chi????

Clinton.

ah, ecco!

e poi mi ha fatto ridere di politically correctness l'annuncio
the new president of united states of america...

Barack H ("eicc") Obama,

per evitare quell'Hussein che non stava troppo bene nel mezzo di Capitol Hil a stelle e strisce :-P

Smila Blomma ha detto...

ma tu ti fai chiamare con un diminutivo del tuo nome vero oppure il tuo soprannome è proprio tutt'altro?
te lo chiedo perché anche io ho un nome un po' lungo per cui di solito mi faccio chiamare con un'abbreviazione, che alla fine è come mi hanno sempre chiamato tutti i miei amici e lo sento come un nome a tutti gli effetti.
però presentarmi con un soprannome che non c'entra niente col mio nome vero lo troverei straniante, anche se in effetti, pure qua in UK, è una cosa molto comune.

ero Lucy ha detto...

Got it. E infatti dopo il turno di presentazioni al college, ho capito anche io.
Sai che per me e' difficile evitare di presentarmi in classe con nome e cognome, mentre qui tutti dicono solo il nome di battesimo? (Si, lo sai)

Valentina VK ha detto...

ma scusa, non ti sei presentata al college come " irolusi"? :-D

Valentina ha detto...

Mi sa che allora Valentina é un nome fortunato per espatriare, anche qui non sembrano avere problemi (ovviamente pronunciato con un accento pazzesco ma in modo corretto). Anche Luca viene capito subito.

Anonimo ha detto...

Mi hai fatto venire in mente un fatto avvenuto in banca tra mio marito e l'impiegata per firmare i documenti di un prestito. Viviamo in California, e lui si firma sempre con diminutivo+iniziale del secondo nome+cognome. Ed e` in questo modo che ha cominciato a firmare tutte le carte del prestito, nonostante l'impiegata volesse che lui firmasse con nome e secondo nome scritti per intero. Poi e` arrivato il notaio e ha detto che la firma in quel modo non era valida perche` non corrispondeva col nome e lui, ostinato, ripeteva "ma questa e` la mia firma legale, io ho sempre firmato cosi`!". Alla fine l'impiegata ha dovuto chiamare l'ufficio che avrebbe ricevuto i documenti e anche loro hanno confermato che, se non firmava col nome scritto per intero, non li avrebbero accettati. Allora lui si e` messo di malavoglia a rifirmare tutto da capo, con l'impiegata e il notatio che ripetevano "sorry about that, sorry about that". Che situazione, io al suo posto avrei subito obbedito a firmare come chiedevano loro, per paura di grane con la burocrazia!
Angela