giovedì 5 aprile 2012

perche’ tornare o rimanere

Recentemente abbiamo rivisto una coppia di amici italiani che avevamo conosciuto appena arrivati qui e che poi avevamo perso di vista per un loro trasferimento. Sono passati cinque anni e sono di nuovo a Dallas. Le nostre vite sono molto cambiate da allora, ma li ho trovati in grande forma.

All’epoca parlavano spesso di tornare in Italia, era il loro obiettivo. Non si immaginavano proprio di invecchiare qui da soli, ora hanno cambiato idea. Tornano abbastanza spesso in Italia in vacanza, ma dicono che ogni volta e’ piu’ difficile. Una cosa che mi pare li ferisca particolarmente e’ che i loro amici hanno smesso da anni di interessarsi della loro vita qui. Non fanno piu’ domande e se loro si azzardano a raccontare qualcosa di quello che fanno si mettono sempre sulla difensiva o almeno questa e’ la loro impressione. Non riescono piu’ a sentirsi a loro agio in Italia, non capiscono piu’ il funzionamento generale delle cose, diciamo cosi’. Eppure amano l’Italia, si vede. 

La loro bambina che non ha nemmeno tre anni parla sia italiano che inglese perfettamente. Sono convinti di poter mantenere viva la loro italianita’ pur continuando a prendere il meglio di quello che puo’ offrire un paese straniero come questo o un altro, loro sono molto aperti in questo senso.

La mia esperienza e’ troppo diversa dalla loro per fare dei paragoni, ma mi ha fatto impressione questo cambiamento. Soprattutto spero di voler rimanere qui per altri motivi se qui rimarro’.

12 commenti:

Baol ha detto...

Non metto in dubbio che amino l'Italia, solo che questo Paese a volte fa di tutto per tenerti lì, lontano :(

Anonimo ha detto...

cerco di scrivere un commento ma dovrei poter trasformre in parole emozioni troppo complesse.

valescrive.

Gianluca Gentili ha detto...

Questa è un po' anche la mia paura. Faccio sempre di tutto per restare in contatto con gli amici in Italia, ma le vicende individuali evolvono e mi chiedo per quanto ancora continueremo a tenerci aggiornati ed in contatto senza poter condividere il quotidiano di persona. Tra venti, trent'anni, il progetto mio e di mia moglie è di tornare in Italia in modo stabile. Ma sarà davvero possibile?

ero Lucy ha detto...

Da figlia di straniera e da neoexpat, credo che il dramma sia proprio quello di non avere piu' una connotazione in patria ne' di averne acquistata una definitiva altrove. E' per questo che gli immigrati di seconda generazione, i figli, vivono molto meglio di quanto non abbiano fatto i loro genitori, stranieri ovunque.
Inoltre credo faccia una enorme differenza se entrambi i tuoi amici sono italiani.

nonsisamai ha detto...

gianluca: ma lo vorrai?

ero lucy: e' un piccolo dramma, si'.

Gianluca Gentili ha detto...

@ nonsisamai: bella domanda...

MarKino ha detto...

in che senso "si mettono sempre sulla difensiva"?

b & k ha detto...

E' vero. Una grande paura anche per me. E in piu' che gia' lo vedo ora il cambiamento nei miei amici...io faccio uno sforzo enorme a mandare lettere e cartolne (si, cartacee), mail, regalini ecc...ma la distanza e' troppa, un rapporto ha bisogno anche di quotidianita' per poter capire e spiegare certe scelte.

il bona ha detto...

Io credo che sia normale perdere pian piano i contatti, le amicizie ecc se si vive così distanti.
Gli unici legami indissolubili sono quelli con le proprie famiglie, tutti gli altri prima o poi si affirvoliscono.Non capisco però cosa intendi quando dici che i loro amici stanno sulla difensiva.

Francesca ha detto...

Per quel che riguarda i rapporti d'amicizia, noi siamo all'estero da 6 anni, ma con gli amici veri nulla e` cambiato...secondo me e` possibile, certo si fa una bella scrematura.
Per quel che riguarda il tornare, boh...credo che ogni scelta fatta ti apre porte che non sai dove porteranno, e non sempre si puo`/vuo` tenere fede ai programmi iniziali

Marica ha detto...

non ho capito, loro non tornano in italia perche' non si trovano piu' bene con gli amici?

se il motivo NON e' questo, non mi sembra cosi' drammatico "ripensarci strada facendo"...

e tu che intenzioni hai? :-)
e' difficile dirlo...

noi siamo per "viviamo qui fino a quando vogliamo vivere qui", a me sembra impossibile pensare al futuro... quello che a volte oso chiedermi e' se un domani, volendo tornare, potremmo farlo... (lavorativamente parlando intendo)

nonsisamai ha detto...

markino: immagino per via del loro successo assolutamente fuori dal comune, proprio da classico sogno americano. rosicano.

b: ma tu sei fantastica! io con la posta davvero faccio pena, non me la cavo benissimo nemmeno con le email, eppure penso sempre a loro...

marica: l'intenzione era stare un paio d'anni ora non pensiamo piu' di andare via.