lunedì 2 aprile 2012

le metamorfosi del piccolo joe

Quasi sedici mesi.

Tutto e’ cominciato un po’ di tempo fa, quando lasciandoci di stucco, hai cominciato a dire ‘yeah’ senza che nessuno a casa te lo avesse insegnato. Non facciamo altro che parlarti in italiano, poi vai qualche ora all’asilo e la tua parola preferita diventa ‘yeah’, come un perfetto piccolo texano. Davvero buffo abbiamo pensato.

Molto meno buffo, quando di li’ a pochissimo, la tua parola preferita e’ diventata ‘no’. Dici ‘no’ in continuazione. Quando non vuoi qualcosa da mangiare apri la mano con un gesto come per fermarci e scuoti la testa, poi dici piano, ma con decisione ‘no’. Quando ti diciamo di venire o di non toccare qualcosa invece alzi la voce e con la faccia corrucciata dici ‘no!’.

L’altro giorno ti ho chiesto di venire con me, la tua mamma, e tu hai lasciato un attimo il tuo aeroplano. Hai fatto due o tre passi, mi hai tirato una sberla sulle mani, hai detto ‘no!’ e te ne sei tornato indietro.

Non potevo credere ai miei occhi. E’ cosi’ che succede allora? Fino al giorno prima vivi con una specie di bambolotto e poi cosi’ senza nessun preavviso il bambolotto diventa una piccola persona che non fa altro che prendere decisioni sue, metterti alla prova e dirti ‘no!’.

Mi viene da ridere pensando a quanto gongolava il tuo papa’ un mesetto fa, quando ti abbiamo lasciato a giocare nella nursery del tuo nuovo asilo e ci hanno riempito di complimenti. Quanto eri bravo, quanto eri intelligente, che magari tutti i bambini fossero come te e che gia’ gli mancavi dopo aver passato solo un paio d’ore con te. Gli avevo spiegato che questo era quello che sentivo ripetere ogni singolo giorno, che non facevo altro che ricevere complimenti su complimenti. E lui: - Dovrebbero farci uno sconto, anzi dovrebbero pagarci loro per avere in classe un bambino cosi’ bravo!’. E ora? Ogni giorno combini qualche piccolo disastro, addio sconto, eh? Ad ogni modo, gongola ancora il tuo papa’. Sei talmente bello da guardare con tutte le tue mille scoperte e le invenzioni, tutti i progressi e le tue trovate geniali. Facciamo un po’ fatica a starti dietro, ma ci stai facendo riscoprire tutto il mondo.

La tua maestra preferita l’altro giorno, dopo avermi raccontato che hai rubato i giochini a una bambina dolcissima e hai cercato di staccare i fiori di carta dalle vetrate mi ha detto sorridendo: - I’m sorry, I think he became a toddler already. Sospiro. Stranissimo che in italiano non esista una parola per toddler. Comunque, concordo pienamente con la diagnosi, prima o poi doveva succedere del resto, anche se speravo davvero non cosi’ presto. Dovro’ leggermi un libro, qualcosa. Qualcuno deve spiegarmi come funzioni, ci sara’ pure un libretto di istruzioni da qualche parte. Il problema e’ che mi sa tanto che toddler significa che non sei piu’ un bambolotto e allora i libretti di istruzioni forse lasciano un po’ il tempo che trovano.

8 commenti:

ero Lucy ha detto...

Anche io credo che toddler sia un bel vocabolo. Noi passiamo da neonato a bambino, ma non e' mica lo stesso, ed e' assurdo anche che gli adolescenti arrivano a 25 anni e si va dal pediatra fino ai 18.
Piccolo ribelle lui! Cresce in fretta davvero.

NotreAnne ha detto...

La Pimpa dunque e' nata gia' toddler, grazie di avermi dato la definizione :):)

(io resto basita ogni volta che non vuole quacosa e fa il gesto da diva per portarlo lontano, con l'espressione che dice precisa: 'mamma, ma come fai a non capire che ora non lo voglio?')

Francesca ha detto...

Dolcissimo questo post!
Io temo quel momento e intanto mi stringo la bambolotta ancora un po'.

Moky ha detto...

Toddlerhood e' un'anticipazione dell'adolescente: hanno finalmente capito che non fanno parte di te (di voi) e loro cominciano ad esercitare il diritto alla dissenzione (se anche e' un parola italiana e non una delle mie bastardizzate che mi creo ultimamente).
Poi capita che comincino a pensare che dissentire e' bello, ma essere "in charge" e' anche meglio...

nonsisamai ha detto...

moky: mi hai tolto le parole di bocca, commento del giorno!!

(sono reduce da un meldown da sonno di quelli clamorosi...proprio quello che ci vuole dopo una giornata di lavoro...)

Moky ha detto...

Non per spaventarti, ma in 16 e mezzo, la dormita più' bella, più' riposante, più' profonda che ho fatto e' stata nel 2005 quando sono dovuta essere operata d'emergenza... quelle due ore di anestesia ancora me le sogno!! ... Secondo me, ogni madre dovrebbe ricevere come regalo una volta all'anno una anestesia di qualche ora... solo dormire, senza operazione pero'....

nonsisamai ha detto...

guarda, io non so cosa dirti, fino a un paio di settimane fa era un bimbo bravissimo, ora e' un terremoto, anzi un tornado,tanto per stare in tema, non sta fermo un secondo, e' completamente imprevedibile. per la prima volta da quando e' nato, sento davvero di avere bisogno di un po' di tempo solo per me. e per fortuna che almeno la notte ancora dorme!

Marica ha detto...

Ah, no!!!!!
Mi resta un anno di pacchia allora :-/
(spero!)