lunedì 19 marzo 2012

di sacerdoti, pastori e malintesi

Ho sempre pensato che sia profondamente ingiusto che i sacerdoti cattolici non possano sposarsi e avere una famiglia, per questo mi sono stupita nel ritrovarmi a constatare che se pero’ li confronto con i pastori protestanti che ho conosciuto qui, delle differenze nel loro modo di fare le vedo eccome. Magari e’ solo un caso o una differenza culturale, ma in tanti preti cattolici ho visto una disponibilita’ ad occuparsi degli altri che non ho trovato piu’ di tanto nei pastori protestanti. Questi ultimi, e ne ho conosciuti diversi anche per lavoro, sembrano piu’ attenti allo studio della Bibbia, ma meno alle persone, piu’ distanti, meno empatici. Che siano davvero troppo occupati a preoccuparsi delle loro famiglie? Sara’ di sicuro un caso o un’impressione superficiale, non lo so, ma ne parlavo con un’amica di famiglia che ha fatto una scelta molto particolare.

Per molti anni e’ stata ai vertici di un’azienda importante, ha avuto una brillante carriera, due figli, tre o quattro mariti ho perso il conto, e ora che e’ in pensione si e’ rimessa a studiare perche’ vuole essere un pastore, ministro, reverendo, non so bene come si dica, un prete donna insomma.

Dopo quattro anni di durissimi studi teologici e un sacco di volontariato, ha preso gli ordini e ha voluto che Mr. Johnson partecipasse alla cerimonia. A me, questa cosa, ha fatto molto piacere. E’ sempre un onore essere chiamati a condividere una scelta di vita cosi’ cruciale anche se non la si comprende fino in fondo. Mr. Johnson, invece, lo ha fatto un po’ controvoglia, come se si fosse sentito obbligato a far parte di una situazione a cui non apparteneva. A volte dimentico quanto sia timido sotto sotto.

Gli era stato assicurato che sarebbe stato tutto semplicissimo. A un certo punto l’avrebbero chiamato e avrebbe dovuto metterle una sorta di stola simbolica sulle spalle, tutto qui.

Quando lo hanno chiamato, pero’, e’ stato evidente l’equivoco perche’ dopo la famosa stola gli hanno passato il microfono. A quanto pare avrebbe dovuto recitare un passo della Bibbia o qualcosa, ma lui non ne aveva idea.

Non credo di averlo mai visto piu’ in imbarazzo. Lui guardava lei, lei guardava lui, entrambi con un immenso punto di domanda sulla faccia, un momento infinito, surreale e davanti a tutta quella gente. Qualcosa bisognava fare.

Non so davvero come mi sia venuto in mente. La forza della disperazione, l’incoscienza, ma dovevo tirarli fuori da quella situazione, cosi’ ho afferrato quello stupidissimo microfono e…

- Congratulation, we love you!

Questo e’ quello che incredibilmente mi e’ uscito dalla bocca. Non proprio le parole pregnanti e adatte alla solennita’ dell’occasione che tutti si aspettavano, ma almeno dopo il sospirone di sollievo generale e i sorrisi del caso, hanno potuto finire la lunghissima cerimonia. Spero solo di non averle inficiato tutto…

5 commenti:

Zion ha detto...

APPLAUSI!!! xD

ps povero Mr. Johnson...

mariantonietta ha detto...

brava! le mogli servono anche a questo :)

ero Lucy ha detto...

Grande, che situazione imbarazzante!!

MarKino ha detto...

"cos'è il genio? è fantasia, intuizione, decisione e velocità d'esecuzione". complimenti. :D

comunque, nella differenza di comportamento tra pastori e preti italiani, non credi che contino di più le differenze culturali, che il fatto d esser sposati o meno?

Spiessli ha detto...

beh ma la neo-pastora non poteva avvertirlo? Porino chissà che imbarazzo... per fortuna hai salvato la situazione!