lunedì 14 novembre 2011

quello che strilla

Come sempre arrivo all’asilo trafelata. La tentazione di entrare subito nella sua classe e’ forte, ma di solito riesco a resistere in modo da poter osservare per un momento cosa succede da dietro al vetro. Ho bisogno di controllare. Ogni volta che entro, sempre a orari leggermente diversi, c’e’ almeno un bambino che piange. Certe volte, le maestre mi salutano, parliamo qualche minuto e un qualche bambino continua a piangere. Mi sono sempre chiesta da quanto tempo stia piangendo e per quanto piangera’ prima di essere preso in braccio o calmarsi da solo. Poi vado via in fretta, sono sempre in ritardo. L’altro pomeriggio, c’era un bambino che piangeva proprio come Slipino o almeno cosi’ mi sembrava. Non riuscivo a vedere dove fosse, mi si e’ fermato il cuore. Magari potevo arrivare prima, magari potevo non appendere quei disegni, magari potevo non fermarmi a salutare quella collega. A quel punto spalanco la porta e lo trovo li’ nel suo lettino, in piedi, che ride e saluta i bambini piu’ grandi che gli fanno bubu settete dall’altra parte del vetro. Sono consapevole del fatto che prima o poi arrivero’ e sara’ lui il bambino che strilla e anche che non sara’ la fine del mondo, dato che piange anche a casa. Pero’ mi chiedero’ da quanto sta piangendo e perche’ non sono arrivata prima e perche’ nessuno lo ha aiutato. Per fortuna, ancora non e’ successo e, puo’ darsi sia stupido, ma per me, per la mia tranquillita’, fa tutta la differenza del mondo.

5 commenti:

Lucy van Pelt ha detto...

Deve essere difficile gestire queste emozioni così contrastanti... Grazie per averle condivise. Bel post.

b & k ha detto...

Come fa ad essere "stupido"? E' un'emozione e le emozioni non sono mai stupide... ;)

Anonimo ha detto...

Ciao cara, permettimi di essere un po' acida* . In fondo stiamo parlando di bimbi che stanno bene. Possono piangere un po', ma non è la fine del mondo. Sono anche io la prima a correre appena la Pimpa strilla, ma appunto non è per quello che ci si puo' agitare, e delle maestre hanno in fondo solo due braccia.
(*do la colpa alla troppa frequentazione di medici vari)
baci, Anna

nonsisamai ha detto...

anna: se sei acida tu, sono acida anch'io! :) vedo che la mia angoscia rispetto a un pianto diminuisce mese dopo mese, ma credo sia normale. il fatto e' che se piange con me e' una cosa, se piange mentre io sto facendo altro e non ci sono e' un'altra.
poi le maestre...sante subito, che donne.

mariantonietta ha detto...

che tenera che sei!
cmq penso che siano cose che non passano mai. anche ora quando sto male evito di dirlo alla mamma. e se proprio devo (anche perché se ne accorge, è inutile) mi rendo conto che vorrebbe prendermi in braccio e consolarmi e aiutarmi. ho 29 anni e lei 60.