mercoledì 24 febbraio 2010

lo spazio vitale texano

Che la concezione di spazio vitale differisca sostanzialmente in Texas e in Lombardia, non ci vuole tanto aP1050689 capirlo, ma fino a che punto a volte ancora mi stupisce. Vado a nuotare mediamente due o tre volte alla settimana. La piscina della nuova palestra ha solo tre corsie, ma molto grandi. Spesso mi ritrovo da sola, ma ieri stranamente tutte le corsie erano occupate, cosi’ ho chiesto alla ragazza della prima corsia se potevo nuotare con lei. Indovinate un po’? Mi ha rimbalzato. Sono rimasta un secondo basita perche’ non me l’aspettavo. E dire che stavo quasi per non chiederglielo nemmeno. Forse sono stata arrogante, ma mi sembrava un po’ un mio diritto visto che, a mio parere, lo spazio era piu’ che sufficiente. Siccome non aveva la cuffia, aveva paura che le arrivassero i miei schizzi sui capelli. No comment. Al secondo tentativo mi e’ andata meglio: forse la persona si e’ vergognata di dirmi di no, cosi’ ho nuotato un po’ con lei, ma non mi sentivo particolarmente a mio agio.

Mr. Johnson dice che lui non avrebbe mai chiesto di condividere la corsia. Testualmente: sei pazza? c’e’ il rischio di toccarsi, you don’t go near people here.

Messaggio ricevuto.

Quando poi sono uscita, la signora senza cuffia mi ha gridato:

- Ehi, la prossima volta nuotiamo insieme, non hai fatto neanche uno schizzo!

Suppongo dovrei prenderlo come un complimento. Che’ sono gentili loro.  

12 commenti:

Anonimo ha detto...

brutto quando capitano queste cose
e il cartello fa paura!


qui la gente nuota nella stessa corsia. almeno nella piscina che frequenta strazioman.


valescrive

Anja ha detto...

questa cosa è inquietante, sul serio. A Parigi o a Milano non c'è limite al numero di persone che puoi trovare nella stessa corsia, pure minuscola. Non che sia un piacere eh, pero'...

MarKino ha detto...

cioe`, in Texas posso fare qualunque cosa agli intrusi purche` lo scriva prima su un cartello?

Bubi ha detto...

Leggendo le tue osservazioni, spesso mi sembra di assistere ad una puntata di Friday Night Lights! Incredibile! Allora non sono stereotipi televisivi! Vaglielo a spiegare, al texano, il senso della misura (geografica..sociale..) come l'intendiamo qui! Forse con un righello senza tacche....Dopotutto, living large and thinking big, no?

nonsisamai ha detto...

una cosa:

il cartello e' uno scherzo. cioe'...lo spero.

le corsie poi sono davvero grandi abbastanza per essere divise in due corsie e nuotare entrambi senza sfiorarsi. anch'io ricordo i miei corsi di nuoto in italia con 25 persone nella stessa corsia, una dietro l'altra. e come dice anja non e' che sia un piacere, pero' nemmeno la fine del mondo!

aargh!

Nat ha detto...

Il concetto di spazio e di spazio personale e' molto diverso qui da quello a cui siamo abituati in Italia. Qui fin da piccoli "non si toccano". Non esiste il concetto di avere un muro in comune col vicino di casa di cui senti ogni litigata familiare... oppure di ritrovarsi in un mini ascensore ogni giorno.. o di stare appiccicati mentre si fa la fila da qualche parte.. Se sei ad una distanza ampia quanto le tue braccia, sei ok, altrimenti "entri nel mio spazio personale e mi metti a disagio". E' anche qualcosa a cui si fa l'abitudine.. Ogni tanto, quando torno in Italia dopo tanto tempo, sono colta di sorpresa dalla vicinanza delle persone alla mia faccia quando mi parlano.. e mi trovo -inizialmente - a tirarmi un po' indietro.
Se devo essere sincera, qui anche a me darebbe fastidio se qualcuno mi chiedesse di nuotare con me. Non tanto per l'idea in se', dato che in Italia non avrei problemi, ma per il fatto che, essendo cosa talmente inusuale qui, mi farebbe fare qualche domanda a proposito della persona che lo chiede, del tipo "Ma che cos'ha in mente davvero?"
Ma forse io sono anche un po' paranoica. :-)

dancin' fool ha detto...

uh mamma, dovrebbero vedere le nostre di corsie!

cmq a Portland eravamo ben in 3 nella stessa. sarà che era una piscina di quartiere popolare? può essere :)

ciao nonsi

Ali ha detto...

Uh, non vado in piscina, però dai racconti di Daw (che ci andava in Italia) ogni tanto il contatto fisico rasentava la fusione...

Io, se devo essere sincera, ci sguazzo in questo concetto degli spazi personali, mi fa stare meglio.

nonsisamai ha detto...

nat: non mi fa piacere, ma siete in due a dirmelo. evidentemente dovro' farmene una ragione...

dancin: non lo so, non credo, magari si conoscevano...

ali: anche a me piace molto, tranne quando ho i miei slanci (molto rari) e mi devo frenare anche con le persone a cui voglio bene. perche' anche fra amici e parenti non e' che ci sia tutta questa fisicita'. eppure un abbraccio vero ogni tanto e' cosi' bello...

Nat ha detto...

Quanto hai ragione, Nonsi.. Un abbraccio vero e' una delle cose piu' belle!! Non sanno quello che si perdono!!

Anonimo ha detto...

Io non glielo avrei chiesto come non lo chiedo quì, mica è del primo che arriva nè la piscina nè la corsia. Tu paghi, io pago...siamo uguali. A me poi non danno fastidio gli schizzi ma le pedate in faccia un pochino sì. Però la cuffia se la doveva mettere, ecchecavolo!!!
Rox

MiKo ha detto...

Almeno in Texas ci si abbracciava. In Finlandia quando sono arrivato in dipartimento le persone che conoscevo non mi stringevano nemmeno la mano. Non si porta. Si sta a distanza e si parla tutt'al più del tempo (se proprio si deve parlare). Che poi il conosci e sono amabilissimi a modo loro, però fa impressione.