giovedì 19 novembre 2009

tutti abbiamo una cosa

Partiamo dal presupposto che tutti abbiamo almeno una cosa. Un mio amico ha una cosa per lo scotch, per esempio: lo odia. Ogni volta che si menziona quell’oscuro oggetto cambia faccia. Interrogato, non sa dare una vera spiegazione, lo odia e basta, a livello che, da chimico, gli e’ stata offerta una buona possibilita’ di lavorare in una fabbrica di scotch e, nello stupore generale, ha detto no. No perche’ tutto, ma lo scotch no, me la ricordo ancora quella conversazione. Mia madre invece ha una cosa per i numeri pari, soprattutto due, quattro e sei. Non comprerebbe mai quattro mele perche’, non si sa perche’, ma il quattro non le piace. Poi veramente ha anche un’altra grande cosa per le finestre aperte (e ovviamente mio padre ce l’ha per le finestre chiuse), ma niente di che’ al confronto. Ognuno ha una cosa. Il quadro storto, il giornale stropicciato, il bicchiere riempito fino all’orlo, quelli che si siedono sulla punta della sedia, quelli che tamburellano con le dita sul tavolo, quelli con gli incisivi sporgenti. Anch’io, come tutti, di cose ne ho diverse e, in genere, una volta che raggiungono la sfera cosciente, le supero, ma non e’ sempre cosi’ facile. Un giorno, ad esempio, Mr. Johnson, evento piu’ unico che raro, si e’ presentato a casa con un mazzo di fiori. L’ho ringraziato, mi ha fatto davvero piacere, ma lui non ci ha creduto. E’ andato avanti ad accusarmi assurdamente di avere un problema con i suoi fiori per giorni. A un tratto -casualmente c’erano li’ anche degli amici, molto perplessi tra l’altro…- decide che basta! non sopporta piu’ la faccia che secondo lui faccio mentre guardo quei fiori e fa per buttarli via. A quel punto confesso tutto, era vero. Aveva fatto mettere i fiori lunghi e stretti dello stesso colore con quelli corti, grossi e colorati, non si potevano guardare. Ebbene si’, mi davano fastidio, un fastidio sottile, ma persistente. Non volevo dirlo per non sembrare antipatica e non avrei mai e poi mai pensato che lui se ne sarebbe accorto, ma tant’e’. Una volta messi i fiori in due vasi separati, siamo stati tutti piu’ soddisfatti. In questi giorni purtroppo, e’ tornata di attualita’ un’altra delle mie cose. La graffettatrice. E’ tutta colpa del lavoro che faccio. Domani c’e’ l’open house della scuola e ho appeso un sacco di lavori in giro. Il problema e’ che lo scotch non tiene e vengono giu’ (forse dopo tutto quel mio amico aveva ragione…) e cosi’ sono stata scoperta. La bibliotecaria che mi insegue con la maledetta graffettatrice in mano e’ un’immagine che mi perseguita. E allora, ho dovuto ammetterlo. Ho un problema con la graffettatrice. Che non e’ una cosa facilissima da spiegare. Cosi’ lei, dopo aver spalancato per bene gli occhioni e aver riso fragorosamente, ha impugnato quella cosa e giu’, colpi a destra e a manca, come una mitragliatrice. Sembrava ci provasse gusto, mentre a me veniva la pelle d’oca. Lo ricordo ancora alla perfezione il giorno in cui mi graffettai il dito indice. Rimasi con il fiato sospeso dall’impressione tremenda di quella cosa di ferro dentro alla mia mano, ma la mamma di un bambino dell’asilo entro’ per caso in quello stesso momento e, senza nessuna esitazione, me la estrasse dal dito con le unghie. Che schifo, mi sento male solo al pensiero.

Insomma, anche questa cosa prima o poi andra’ superata immagino. Per adesso, prendo tempo. E sogno. Una notte ho sognato che appendevo i disegni come il bucato con le mollette, un’idea geniale, ma coma la giustifico questa trovata con la direttrice? Meglio evitare. Perche’ il problema principale delle cose e’ che tutti le hanno, ma non sono accettate a livello sociale. Sdoganiamo le cose. Che’ non sono fobie vere e proprie, sono cose.

E voi? Non ditemi che non avete neanche una cosa…!?

28 commenti:

cowdog ha detto...

io ho tannnte cose. in ordine sparso ne elenco alcune:
il water lasciato aperto.
la goccia di te' che il mio signor g lascia invariabilmente nella sua tazza.
le biro senza cappuccio.
il minestrone a pezzetti (ma questa cosa la sto superando).
i capelli ovunque - tranne che in testa.
le saponette.

Anonimo ha detto...

anch'io ho un "paio" di cose: non sopporto le porte aperte o le ante dell'armadio o quelle della cucina!! se stiamo mangiando e qualcuno lascia aperte le ante, io mi alzo e le chiudo!!!
il pomodoro deve essere stra-passato, non sopporto i pezzi e i semi...e da qui una lista infinita!
cristina

cowdog ha detto...

ah be' le ante lasciate aperte sono una variazione del water. quindi si', anche per queste ho una "cosa"

gap ha detto...

io ho una cosa con il sei e il dodici, ma non so bene perchè. mi irritano e le confezioni di uova da quattro sono state una benedizione per me.
poi ho una cosa per le sedie fuori posto, ma solo per le sedie, ché il resto del mondo può essere anche un casino ma le sedie devono stare attorno al tavolo.

dancin' fool ha detto...

che bello questo post!!!

mah, la prima "cosa" che mi viene al volo e non sopporto... l'aspirapolvere. mi dà solo ricordi e sensazioni "storte" (eppure sono costretta ad usarla...)

Anja ha detto...

tante tante, me ne venisse in mente una ora pero' :P torno quando mi viene in mente

MiKo ha detto...

L'unica che mi viene in mente (ed è da ore che ci penso) è che detesto l'idea di essere ascoltato mentre parlo al telefono, indipendentemente dalla telefonata. Persino quando chiamo il salumiere per fare la spesa cerco di andarmene in una stanza vuota.
Nel mio lessico "famigliare", comunque, le chiamo idiosincrasìe; non sono nemmeno sicuro che sia il termine corretto, ma mi piace e suona bene. Poi è un bel termine altisonante (proprio come il termine "altisonante" :))

MiKo ha detto...

Appena lasciato il commento, me ne è venuta un'altra (rileggendo i commenti): il water lasciato aperto.
Detesto gli uomini che lasciano la "ciambella" alzata, detesto le donne che la lasciano abbassata ma con il coperchio alzato.
Sono democratico: tutti devono fare lo stesso movimento quando vanno in bagno...

tizi ha detto...

L`uovo sodo sulla pasta al forno...l`idea di vedere l`uovo sulla pasta mi infastidisce anche se mangio le uova.
I capelli sul piatto della doccia ,
i quari storti sulle pareti ecc ecc...troppo paranoica ???? :)

Verde ha detto...

condivido con MIKO la "cosa" per le telefonate: nessuno mi deve ascoltare, mi da un fastidio tremendo!

cowdog ha detto...

miko, anch'io le chiamo idiosincrasie. e anche a me non piace essere ascoltata mentre parlo al telefono. specialmente se devo parlare in un'altra lingua e sono circondata da persone parlanti la lingua in questione.

nonsisamai ha detto...

cowdog: io i pennarelli senza cappuccio perche' si seccano, ma e' una mera deformazione professionale.

cristina: io invece non amo stare in una stanza chiusa tranne la camera da letto mentre dormo.

gap: dovresti andare a fare la spesa con la mia mamma te... :)

nonsisamai ha detto...

dancin: menomale che a me questa manca altrimenti sarebbe un po' complicato con tutta questa moquette :)

anja: allora non sei un caso grave!

miko: quindi piu' correttamente diremmo che "hai una cosa" per gli impiccioni :))

poi ti chiedo: prova a sostituire nel mio post la parola "idiosincrasia" con la parola "cosa", il gioco non funziona, diventa tutto pretenzioso (...come il termine "pretenzioso"?:))

tizi: mi hai ricordato una persona che ha una vera e propria fobia per il rosso dell'uovo sodo, se lo vede non tocca piu' niente...

MiKo ha detto...

@nonsi lo so, ma io *sono* un tipo un po' pretenzioso. E mi piace usare qualche vocabolo un po' ricercato qui e lì.
E penso che farò presto un post sulle parole autodescrittive tipo "desueto" (che è una parola desueta) :)

cowdog ha detto...

questo post mi piace proprio tanto.
continuo a pensare alle "cose"* da stamattina

*come ad esempio le spugne che si usano in cucina, quelle quadrate con quel pattern "a wafer". per quelle ho proprio una cosa terribile.

Katerina ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Katerina ha detto...

io ho tantissime cose... non riesco mangiare l'arancio tagliato nella macedonia, l'odio proprio, anche se un arancio normale, intero me lo mangio volentieri.
una piu strana - non posso mettere la sveglia a orari che siano multipli di 5 (ad esempio 7.00, 7.05, 7.15...). Non ce la faccio! La mia sveglia per il lavoro e sempre 7.18...
Neanche posso dormire in una stanza dov'e un orologio che fa tick tack o qualsiasi cosa che fa un rumore regolare...
E una 'cosa' positiva - nelle ultime settimane ho 'scoperto' la pinzatrice, una delle piccole piccole, e me ne sono innamorata, non farei altra cosa nella mia giornata di lavoro che pinzare:)))

nonsisamai ha detto...

cowdog: interessante. ho notato che in cucina ci sono una quantita' di cose. una mia amica ha una cosa per la lavastoviglie, un'altra per il lavandino che considera la cosa piu' sporca della casa, un'altra per le spugne, le cambia continuamente... ognuno ha le sue e queste per fortuna mi mancano...

katerina: non pinzare troppo, mi raccomando!! sai che mi hai fatto venire in mente che io invece metto sempre la sveglia sui multipli di 5? non ci avevo davvero mai pensato...
l'importante e' che la metti giusta e non perdi l'aereo pero'! ;)

Franz ha detto...

io ho una "cosa" con il rumore che si fa quando si schiaccia la bottiglia vuota dell'acqua prima di buttarla via...che fastidio...

Baol ha detto...

Io ho un sacco di couse (la "u" del mio accento gliela devo mettere, devo riabituarmi, sai com'è...)

Una delle mie tante cose è per quelli che quando leggono un libro o un fumetto lo aprono fino a far combaciare la copertina con la facciata di dietro per tenerlo più comodamente...grrrrrrr

MarKino ha detto...

mmmh bho ... le chiacchere da bus/bar/etc. fatte di luoghi comuni ...
del tipo "e` tutto un magnamagna", "non se ne puo` piu` di tutti 'sti [sostituire con il nome di un'etnia/categoria sociale a piacere]" ...
mi fan saltare i nervi, il battito accelera, reprimo un vaffanculo in gola ed alzo la musica in cuffia.

sancla ha detto...

ho una cosa per il ticchettio delle lancette degli orologi, un'altra cosa per le pentole a pressione (vietate a casa mia) e una cosa fortissima per le mani al collo. Adoro essere accarezzata e toccata dai miei cari ma non sopporto che le mani si fermino sul collo, no riesco a tollerarle...
Si, d'accordo, ci vado dallo psichiatra, promesso!

MiKo ha detto...

Katerina: ho un amico che ha esattamente la stessa "cosa" per gli orari multipli di 5...

nonsisamai ha detto...

markino: si, ma quella non so se e' propriamente "una cosa", e' piu' buon senso forse ;)

sancla: allora ci andiamo insieme!

miko: mi hai fatto venire un'idea: un bel gruppo di autoaiuto, dai! :)

MiKo ha detto...

@nonsi del tipo "Ciao sono miko e ho una cosa per gli orari divisibili per sette..." Assemblea: "Ciao miko!" :)

nonsisamai ha detto...

esatto! nel frattempo ho sognato di nuovo la bibliotecaria malefica...

tracina ha detto...

io ho una cosa col rumore dell'acqua(o un qualsiasi liquido)versata in un bicchiere:peggio delle unghie sulla lavagna. poi non so se definirla *cosa*, ma io non esco mai di casa senza un fazzoletto di stoffa in tasca.che poi praticamente non lo uso mai, al massimo ci pulisco gli occhiali, però se uscissi senza mi sentirei come se fossi uscito di casa in mutande.

e.l.e.n.a. ha detto...

da piccola, credo avessi 5 anni mia mamma mi ha portato in ufficio.
e mi sono graffettata il dito.
me la tolse una sua collega.

e a proposito di mollette, una mia amica ha fatto un'esposizione di fotografie in un negozio di arredamento agganciando un filo di spago dal soffitto sino a un metro da terra e appendendo le foto applicate su cartoncino con le mollette di legno a diverse altezze.

(ante aperte, scostare le tende della doccia - effetto psycho, gli spaghetti mangiati aiutandosi col cucchiaio e in genere le posate impugnate male)