domenica 25 ottobre 2009

due anni

Dopo aver immaginato di correre da una parte all'altra della citta' come una pallina da flipper impazzita, riesci finalmente a visualizzare una bella passeggiata, un cappuccino caldo, un viaggio a bordo di uno di quei treni regionali lentissimi, cose cosi'. Come se improvvisamente avessi da perdere tutto il tempo del mondo e sai benissimo che non e' vero, ma non importa. Cio' che conta e' che mentre pensi a queste cose sei felice. Devi solo stare attento a non chiederti il perche' sei felice, a non chiederti che cosa rende tanto speciale questo viaggio. Cancella completamente la storia dei due anni, ti dici, ma e' impossibile. Due anni senza tornare in Italia, viene anche difficile dire casa oramai.
Tutto quello che hai perso delle loro vite e tutto quello che loro hanno perso della tua.
Tutte le cose che tu e solo tu troverai cambiate.
Hai avuto tanto, e' vero, ma tanto altro ti spettava e ti fa rabbia. Hai fatto una scelta, una scelta meditata e consapevole che non rinnegherai mai, ma a volte ti ritrovi a vivere circostanze come questa, due anni senza vedere tua sorella, situazioni che mai ti saresti sognato e che mai avresti voluto per te e non ti sembra giusto e cerchi solo di fare del tuo meglio.
Senza nemmeno essere sempre cosi' convinto.

11 commenti:

Anonimo ha detto...

Il tuo post mi mette un po' di malinconia. Daniela (Kentucky)

mario ha detto...

Questo post ha messo un sacco di malinconia anche a me, ormai alla meta' del mio periodo negli USA.

Malinconia di casa per cio' che non vedo da mesi ma anche tristezza per la consapevolezza che da fine Dicembre gli Stati Uniti mi mancheranno tantissimo.

cowdog ha detto...

la gioia di tornare a casa e ritrovare tutto. e improvvisamente accorgersi che non c'e' piu' nulla. nulla di quel che ci si ricordava. e che gli altri parlano di cose che non si conoscono.

il dolore sordo di non sentirsi ne' di qui ne' di la'.

per quanto sia felice e felice della mia scelta, talvolta mi dico che se non fossi partita non mi sarei sentita cosi' spezzata.

gap ha detto...

è che le sorelle, ecco, a volte mancano proprio un sacco..

tizi ha detto...

Non riesco a leggere malinconia nel tuo post , quanto un entusiasmo , di chi deve scartare un regalo, un regalo di cui si ha anche una sana paura.Paura di non essere piu` perfettamente "connessi" , con la realta` che prima rappresentava la quotidianita`.Sono certa che il "regalo"sapra` sorprenderti ,perche` ti accorgerai che pur non riconoscendoti nei discorsi degli altri , ti renderai conto di come la vita di ognuno e` un romanzo originale ,forse per alcuni noioso ,ma soprattutto unico!La casa e` "un sentimento" ,non un luogo, e ovunque ci troviamo ,il bello e` riuscire a dire: qui mi sento a casa.
Buon inizio settimana!

Anonimo ha detto...

la rabbia non va via, anzi con il tempo aumenta e un po' mi ha trasformata. Piu' amara e piu' intollerante. Non e' facile per niente. Per quel che mi riguarda ovviamente.

per i ritorni, io continuo a pensare che questa sia casa. E' come se l'italia parlasse alla parte piu' intima di me, come se mi accogliesse, come una mamma. Nonostante non funzioni niente. :)
Pero' e' anche vero che io due volte l'anno sto qui e certe sensazioni e' piu' facile trattenerle.
valescive

Elisen ha detto...

quel che è stato è stato..il futuro è vicino ma quel che conta è la scelta che fai oggi. va tutto bene e sarà bellissimo.

nonsisamai ha detto...

grazie a tutti...

Gio ha detto...

Io sono rimasto vicinissimo a casa, giusto oltre le alpi, eppure mi riconosco in alcune delle tue, e vostre, parole.

Bel blog!

Katerina ha detto...

Anch'io mi riconosco tanto nel tuo post, ovviamente... proprio pochi giorni fa che stavo riflettendo sulla "scelta meditata", oppure piu su tutte le conseguenze, ogni tanto e dura. Ma poi per me sono solo 2000km, non e da lamentarsi troppo..

palbi ha detto...

Di qui saremo sempre un po' stranieri, di la' mai completamente a casa. + che fare del nostro meglio non possiamo, no?