venerdì 9 gennaio 2009

il mio problema al supermercato e' che molte cose non so bene come siano fatte da crude

Tutti i miei amici erano curiosi di sapere come sarebbe andata la visita dei miei qui. Se avete vissuto all'estero un tempo ragionevole, saprete anche voi che sono sempre momenti delicati questi incontri dopo mesi e mesi di lontananza. Per quanta voglia si abbia di rivedersi ho imparato che, per una serie infinita di motivi, puo' andare molto bene o anche molto male. In questo caso, se non suonasse cosi' paradossale, direi che vista la situazione allucinante, ci siamo divertiti. Tutto e' andato piu' o meno secondo le previsioni. Mia madre come mi aspettavo e' stata fagocitata dal consumismo americano. Mio padre invece, che e' uno che quando guarda un film, nella scena clou nota magari il quadro appeso alla parete, osservava tutto e ci sommergeva di domande relativamente difficili per me. La bambina rompiscatole perche' perche' da qualcuno aveva pur preso.
In tutto questo, posso dire di essere una delle poche persone ad aver mangiato una perfetta cassoeula milanese a Dallas. Mentre ero ammalata, infatti, mio padre mi curava il giardino e mia madre cucinava e cucinava. E' riuscita per fino a trovare le cime di rapa per fare le orecchiette, una cosa da non crederci che sei dall'altra parte del mondo e tutto e' uguale. Il mio problema al supermercato e' che molte cose non so bene come siano fatte da crude, e' per questo che non le trovo. E poi chili e chili di pane fatto in casa finiti nel freezer.
La cosa piu' noiosa a volte era tradurre tutto, pero' poi alla fine ho visto che non era male perche' finalmente potevo censurarli a piacere. Avete presente quando i genitori raccontano quei piccoli episodi della vostra vita su cui fareste calare volentieri un bel velo? Ecco, quelli li', casualmente tutti lost in translation.
Hi hi.

12 commenti:

Anonimo ha detto...

Una censura comodissima, confermo.
:D

nonsisamai ha detto...

sono un po' antidemocratica, lo ammetto :)

Il Massimo ha detto...

Una mia amica ha vissuto la tua stess esperienza 30 anni fa. Quando rientrava,
si suartava a pulenta verze, cotolette e panetun.
Ciao cucù ...

Il Massimo ha detto...

Il link, di solito, si inserisce dopo un po che ci si conosce. Se c'è un interscambio dialettico di opinioni, anche di carattere contrario,
Così è successso con la Janas, la mia befana preferita, ed altri.
O me bela Madunina che te brilet de luntan ...

nonsisamai ha detto...

he?

Signor Ponza ha detto...

Non ci credo. Pensa che mia nonna che sta in Friuli si fa prendere le cime di rapa da mia mamma a Milano perché lì non le trova! :)

fabio r. ha detto...

ahahahah!!!
ma come? m allora è vero che negli states i bimbi (e gli immigrati evidentemente) non conoscono le forme naturali prima della cottura!!

p.s. ieri ho rivisto Supersize me, mamma mia... l'ignoranza alimentare ed i dannni che provoca è abbastanza sconvolgente...

nonsisamai ha detto...

fabior: il brutto e' che e' vero. quando hai una madre come la mia, finisci per imparare a cucinare tardissimo...

Anonimo ha detto...

Per fortuna so cucinare quanto basta per non morire di fame e variare il menù..Ma forse deriva anche dal fatto che cominciato presto ad arrangiarmi da sola.
Rox

Elisen ha detto...

che bellino questo post!
comunque dopo i papaveri ora scopro le orecchiette che passano da post a post!!

nonsisamai ha detto...

e' vero! mi ero dimenticata di scrivertelo! :)

splendid ha detto...
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