lunedì 25 agosto 2008

comunicazione disturbata con il giappone

Finalmente, fatemelo dire, e' finita la mia famosa estate (tex) giapponese. E lo dico con un pizzico di sollievo per il fatto di riavere finalmente indietro la mia vita e la mia casa, ma anche di tristezza perche' in fondo non e' andata come avevo sperato. In mezzo a tutto, mi rimane un gigantesco, immenso, punto di domanda sulla cultura giapponese. Mi riferisco a Yumiko. La conosco da alcuni anni, abbiamo passato un'intera estate insieme una volta e abbiamo anche la stessa eta', ma io non ho mai capito nulla di lei, e non e' assolutamente una questione linguistica. Ci stiamo molto simpatiche anche, non e' nemmeno questo. E' che il suo adorabile faccino a seme di melone ispira tenerezza, ma alla lunga e' come un muro impenetrabile. Yumiko sorride sempre imperturbabile qualunque cosa succeda e per me questa cosa e' inconcepibile. Ma non ti offendi? Non ti annoi? Non vuoi fare nulla di speciale? Non esprimi nessuna opinione? Non hai nulla da raccontare? Insomma sei umana o sei la personificazione di uno di quei cartoni che vedevo da piccola?
Lei per certi versi e' fantastica. La prima sera che e' arrivata ha cucinato una semplice bistecca, ma di una bellezza. Dovevate vederla questa bistecca fatta in cinque minuti. Tagliata a striscioline tutte uguali e ricoperta di minuscole croccanti fettine di aglio. Servita in un piatto particolare che io non uso mai e che lei ha scovato da qualche parte in cucina per completare il suo piccolo capolavoro. Quando la sua bambina finisce di mangiare dice una piccola preghiera di ringraziamento, unisce le mani come per un amen e fa un piccolo inchino. Prepara magnifici rotoli di sushi per ore con una pazienza infinita, poi ce ne fa assaggiare uno o due pezzettini e il resto lo mette via per il suo uomo come una geysha. Quello che il suo uomo dice e fa e' giusto. Una volta mi disse che non le importava lasciare il Giappone o venire a vivere qui, decide lui e lei esegue. Infatti, un giorno il Johnson giapponese si lamentava in giapponese probabilmente per sfogarsi senza essere capito e lei mi ha tradotto tutto quello che diceva. Sorridendo. Non diceva nulla contro di me specificamente, ma non potevo credere che lei non capisse la negativita' e l'imbarazzo.
Ha una grazia innata con i suoi capelli di seta e le mani affusolate, ma e' un'enigma. Non si esprime mai. Sorride, questo e' quello che fa. Un giorno le ho dato una cosa che pensavo potesse esserle utile spiegandole come usarla e lei come sempre ha sorriso e annuito. Il giorno dopo ho trovato questo oggetto nella spazzatura. Io non se non le servisse o se non avesse capito come usarlo, ma l'ha buttato e a me e' spiaciuto che non sia stata sincera. Anche i regali che le abbiamo fatto li ha lasciati qui. Eppure e' organizzatissima. E' riuscita a fare stare il bagaglio di tre persone per quasi un mese in una sola valigia, non credo sarebbe stato un problema aggiungere un paio di libri. O al limite buttarli prima di imbarcarsi, che ne so. L'altra sera e' venuta da me con una richiesta insolita.
- Scusa, non e' che per caso hai uno spazzolino usato che non trovo piu' il mio?
- Si certo quello che uso per pulire le mattonelle del bagno.

- Grazie grazie!
Ovviamente non e' cosi' che le ho risposto, ma sono convinta in via ipotetica che avrebbe sorriso e ringraziato senza tradire alcuna emozione come sempre. Tanto per chiarire, lo spazzolino ce l'avevo nuovo di pacca perche' avevo pensato -mi sembrava- davvero a ogni dettaglio per farli sentire a casa questi ospiti venuti da cosi' lontano. E invece. Non so.
Da quando sono qui ho affrontato parecchie sfide di questo tipo. Cercare di capire persone cresciute in contesti completamente diversi dal mio senza giudicarle e provando a non offendermi, ma di fronte all'enigma giapponese depongo le armi. Non sono offesa, sono proprio interdetta se cosi' si puo' dire. Non ho gli strumenti per chiarirmi le idee.
Mi aiutate voi?
E' una questione culturale vero? No perche' io non ho mai conosciuto nessun'altro che non fosse giapponese con questo tipo di calma e sottomissione. So che fra i tre lettori affezionati di Nonsisamai, ci sono almeno un paio di grandi esperti di questioni giapponesi, Tracina e Stefy, mi date qualche indizio? Arigato.


25 commenti:

Crazy time ha detto...

cara nonsisamai, credo che il problema stia tutto nella differenza culturale.

Conosco alcuni giapponesi e mi pare di aver capito che:

La societa' giapponese e' molto maschilista. La donna esiste per obbedire. Non ha gusti, idee, pretese.

I giapponesi, in generale, ridono spesso, sembrano proprio usciti da un cartone animato e li trovo divertenti, ma a lungo andare sono sicura che un "che cazzo ti ridi?" mi scapperebbe.

Per il fatto che abbia buttato nella spazzatura l'oggetto che le hai dato e lasciato a casa tua i libri che le volevi regalare, non ho una risposta. Se non e' un fatto culturale, e' maleducazione. Di quella peggiore. Quindi una spiegazione diversa deve esserci.

valeriascrive

nonsisamai ha detto...

e' questo quello che spero. anche perche' mi aveva espressamente ringraziato in precedenza. boh.

sancla ha detto...

Ho avuto delle compagne di scuola giapponesi alle superiori e anche loro sorridevano qualunque cosa stesse accadendo e non avevano mai una loro opinione forte e decisa. La loro sottomissione alle regole faceva sognare i prof e imbestialire noi (e loro continuavano a sorridere mentre noi cercavamo di far capire loro che non era bello dare sempre ragione a chi comanda)
Per quanto riguarda la tua ospitalità, sono certa che è stata più che apprezzata. Per i regali non so cosa dire se non che probabilmente ha ritenuto per qualche motivo oscuro, che fosse più educato lasciarli a casa tua.

Anja ha detto...

io di Giappone non so proprio nulla, ricordo solo la mia coinquilina Coreana che diceva: "I Coreani sono i latini dell'est, per questo è facile che io e te ci capiamo. I giapponesi invece, sono davvero una cultura diversa". Detto questo, ti auguro di poterti rilassare per qualche giorno, che la parte di padrona di casa è davvero davvero demanding...

MarKino ha detto...

la butto li:
da quello che ho capito leggendo un po' in giro, e` proprio una questione culturale... i giapponesi sono esteti,a quanto mi pare di capire e quello che appare conta molto di piu` della sostanza, se pure esista realmente differenza (qui pero` tracimo nel filosofico)...
poi: il senso di collettivita`, di "ciascuno al proprio posto" credo sia pure fortemente sviluppato...
lei pero`, per essere a questi livelli al giorno d'oggi, dev'essere cresciuta in una famiglia vecchio stampo, secondo me...

fabio r. ha detto...

io ho imparato qualcosa del giappone e dei figli del sol levante leggendo molto ed ascoltando storie di occidentali che vivono là.
Una felice scoperta poi passa proprio dal blog world: Alabama (è nel mio blogroll, scoperta via Baol) ha vissuto in giappone fino ad un mese fa' e leggendo il suo blog mi sono divertito, incuriosito ed ho imparato molto...
Take a look!http://sweethomealabama.ilcannocchiale.it/

antorra ha detto...

di una che ha pensato anche agli spazzolini da denti io direi "she has all the skills of a perfect host"! di una che butta i regali o li lascia indietro direi solo "#@%$*^%#"

nonsisamai ha detto...

anja: in compenso almeno mi ha fatto scoprire i benefici dell'olong the (o come si chiama)

markino: non ho idea, pero' non credo. si e' laureata, ha studiato all'estero e i suoi sono divorziati.

fabior: grazie del suggerimento!

antorra: come sei cara...

Anja ha detto...

il the... io con Yejin avevo scoperto il corn tea, e in generale che il the che comprava e beveva lei era sempre clamorosamente meglio del mio. Boh, secondo me nei the occidentali si mette troppo the - sono troppo pesanti, ma l'Olong tea mmi manca. Che e'?

tracina ha detto...

uh, mi hai tirato in ballo!
Credo che sorridano sempre perche' un sorriso, tendenzialmente, dovrebbe ben disporre chi hai di fronte:"guarda,sorrido,non c'e' niente di cui preoccuparsi".questo perche ci tengono molto a non esser di peso agli altri,e far trapelare un emozione diversa potrebbe arrecare "disturbo". addirittura alcune amiche giapponesi,prima di partire, di fronte a certe mie perplessita'riguardo ad eventuali difficolta' che avrei potuto incontrare,mi hanno proprio consigliato:sorridi sempre,saranno piu'gentili! da qualche parte ho letto che i giapponesi hanno tre cuori,da usare a seconda dell'evenienza.
poi e' vero,la societa'giapponese e' ancora profondamente maschilista, anche se alcuni passi avanti sono stati fatti.io pero'certo maschilismo lo vedo solo nelle persone di una certa eta',non tra i giovani.comportarsi da moglie sottomessa e'il suo modo di dimostrare quanto amore provi:in fin dei conti contano i fatti,piu'delle parole.credo.
I libri potrebbe averli semplicemente dimenticati:fai cosi',spedisciglieli per posta con un biglietto del tipo "forse li hai dimenticati..o forse sei solo una cafona travestita da giapponese #@%$*^%#!!!a presto,baci" ...naturalmente scherzo!!! :P

Albondeguita ha detto...

Ciao, pur non essendo ancora stata in Giappone, ho parecchi amici di là. In Erasmus una delle mie coinquiline era giapponese, ed essendo stata la mia più cara amica di quel periodo, sono stata introdotta nella "comunità giapponese" che risiedeva ad Alicante, in Spagna, dove facevo l'Erasmus. Dopo quel periodo lei è venuta a trovarmi in diverse occasioni ed ho ospitato altri amici japan da me.
Con loro è spesso capitato di affrontare il tema della diversità culturale, in particolar modo con lei, che essendo nata e vissuta per alcuni anni in Italia, ed avendo una famiglia innamorata del nostro paese, si configura come una giapponese irregolare: lei stessa sente di aderire molto più ad un modello culturale occidentale che giapponese.
Il nodo della questione credo sia il modello di rapporto interpersonale che vige in Giappone; nella loro cultura c’è grandissimo rispetto per l’altro, ed è considerato scortese qualunque atteggiamento atto a danneggiare qualcun altro. In generale non amano i cinesi e la ragione è che i cinesi non avrebbero rispetto per l’altro e la propria cultura; vivono, lavorano, crescono i figli in un altro paese ma non entrano in contatto con il paese ospitante, perché il loro unico interesse è l’accumular denaro da inviare in Cina…
Circa le regole di comportamento, mi raccontavano che in Giappone è assolutamente sconveniente per due fidanzati anche solo tenersi per mano tra gli amici (figurarsi in strada!): la loro cultura è estremamente pudica e conservatrice. La mia amica lavora come guida in viaggi organizzati, ed avendo un lavoro a contatto con il pubblico ha dovuto tornare al suo nero naturale invece del castano (!). Fino alla fine delle superiori è proibito per le ragazze tingersi i capelli, bucare i lobi o usare lo smalto.
Ciò che più mi stupisce della cultura giapponese è questo enorme gap tra innovazione e tradizione: da un certo punto di vista sono un paese estremamente all’avanguardia, ma dall’altro rimane solidamente ancorato a molte tradizioni. E’ verissimo che il Giappone sia maschilista, e l’ideale di bellezza femminile è rappresentata da ragazze esili, bianchissime di carnagione (non ti è mai capitato di vedere in estate ragazze giapponesi con l’ombrello o le maniche lunghe?), timide e rispettose. E’ in virtù di tutto ciò che da diversi anni, in Giappone e solo lì, è sorta una particolare patologia chiamata hikicomori: colpisce normalmente giovani brillanti, che stressati per le enormi restrizioni sociali smettono di avere contatti con le altre persone, isolandosi nelle proprie abitazioni…
Spero possa averti aiutato questo mio lunghissimo commento!

Alex M. ha detto...

Gochisoo-samadeshita :-)

Prendendo una citazione da Black Rain:
I’ve been living in this country [Japan] for eleven years and I still can’t read the headlines, ya’know? yes means no, maybe means never.

Ma tornando alla tua esperienza, in genere le giapponesi sono così, in apparenza cordialissime, ma sotto sotto... pensano ai fatti loro. E stai certa che una opinione sincera da un giapponese non l'avrai mai. Io che sto con una giapponese da anni ancora oggi comincio ad intuire appena quando qualcosa le frulla per la testa.

nonsisamai ha detto...

anja: guarda, non e' che mi abbia spiegato nulla, l'ho semplicemente trovato in frigo. lei alla sua bambina fa bere solo quello.
per saperne di piu':
http://en.wikipedia.org/wiki/Oolong

tracina: ma sai che il tuo commento mi ha fatto riflettere? l'ho letto stamattina al volo prima di andare al lavoro e ci ho rimuginato un po'.
"comportarsi da moglie sottomessa e'il suo modo di dimostrare quanto amore provi:in fin dei conti contano i fatti,piu'delle parole.credo"
e' che io non sono per niente una moglie sottomessa. ogni tanto pianto su anche certe grane... pero' non credo di amare meno di una moglie sottomessa. se il mio uomo secondo me sbaglia ho l'obbligo di dirglielo. e poi vorrei sperare che gli uomini non siano creature cosi' semplici, che vogliano solo sempre sentirsi dire di si. spero.

albodeguita: benvenuta e grazie davvero del tuo commento. interessantissimo e utile perche' e' l'unico che riporta le spiegazioni di una giapponese. grazie e mi raccomando torna! ;)

alex: stai con una giapponese? allora tu probabilmente sarai d'accordo con tracina... ma perche' non lo chiedi a lei cosa ne pensa delle donne giapponesi? :)

Anja ha detto...

Mumble... interessanti tutti questi lunghi commenti! mi sono appassionata... alla fine io comunque tendo a propendere che va bene la differenza culturale ma mi pare ci sia una scarsa attitudine (sua) ad interagire con altri, magari timidezza che sembra scontrosità ma anche forse viceversa. Anche io le rimanderei i libri per posta comunque :)

tracina ha detto...

il fatto che lei si comporti da moglie sottomessa credo dipenda principalmente dal fatto che un maschio giapponese mediamente non dispone dei mezzi "emotivo-espressivi"per comprendere "l'amore" ,mezzi che invece una donna ha:mia moglie mi ama.da cosa lo capisco?dal fatto che appoggi ogni mia scelta. pragmatici anche nei sentimenti.
la societa'giapponese e'una contraddizione vivente,proprio come ha detto albondeguita:sara'che tokyo e' una megalopoli e c'e' tutto di tutto,ma io di coppiette che camminano per strada tenendosi per mano ne vedo a bizzeffe.
tra l'altro,sto avendo a che fare proprio con questi hikikomori:diciamo che i casi meno gravi(che sono quelli con cui lavoro a stretto contatto) a me non sono sembrati tanto diversi da certa italica voglia di non fare nulla dalla mattina alla sera,io per primo :) pero' qui in giappone e'una cosa inconcepibile:il lavoro e'un dovere,bisogna essere autosufficienti,non si deve esser un peso per famiglia-e quindi per la societa'.che poi se ci pensi non e'un male. pero'qui esagerano.

nonsisamai ha detto...

aggiornamento: io e mr. johnson da giorni ci chiedevamo cosa fosse quello strano odore in casa. dopo 3 giorni dalla loro partenza, l'ho scoperto: la nostra amica ha disseminato in fondo ai cestini della carta i pannolini sporchi della figlia senza dire nulla. a questo punto direi proprio che il perche' e il per come non mi fregano nemmeno piu'. sara' proprio lei il problema. che se ne stessero in giappone che qui si fa anche senza.
e ora se mi scusate torno al mio OMMMMM

Alex M. ha detto...

ah ah ah quella dei pannolini è grandiosa... mi sa proprio che dovesse essere proprio lei il problema allora.

Ah, comunque su una cosa concordo in pieno: le giapponesi sanno fare la valigia in maniera assurda. Davvero che riescono a mettere in una valigia il contenuto di tre valigie, e non si sa come. Non a caso Doraemon, e la sua tascoccia contieni-tutto, lo hanno inventato loro...

stefy ha detto...

Arrivo tardi a questo post... Il che è un bene, perché nei commenti ho letto delle precisazioni che mi hanno fatto cambiare un po' idea rispetto a quello che avevo pensato leggendo solo il post. La società giapponese è tradizionalmente maschilista e Yumiko sembra aderire ancora all'ideale "vecchio stile" di "buona moglie e saggia madre". Le cose stanno cambiando anche in Giappone e molti giovani non accettano più le vecchie discriminazioni, ma ovviamente c'è chi ancora segue quel modello pensando che sia l'unico giusto o l'unico possibile. La questione, cmnq, è ovviamente controversa... spesso, la dedizione nei confronti del marito non corrisponde a un sentimento altrettanto intenso e ho sentito di molti casi in cui, dopo la nascita di bambini, le "mogli" diventano esclusivamente "madri" e, pur gestendo l'ambiente domestico impeccabilmente, rifiutano ad esempio l'intimità fisica col marito. Insomma... è un discorso che non è facile affrontare in un commento, c'è troppo rischio di generalizzare.

stefy ha detto...

Per quanto riguarda, invece, il suo comportamento con te... Be', letto il post, inizialmente pensavo fosse uno dei tanti casi -magari un po' estremo, sì- di giapponesi "impenetrabili", quelli che sorridono sempre, sono gentilissimi, ma non sai mai cosa pensano veramente. Io ho diversi amici/che giapponesi, ma conto sulle dita le persone con cui sono riuscita ad andare un po' in confidenza, oltre al livello "ci vediamo, ci sentiamo, siamo gentili, amichevoli e premurosi l'uno con l'altro, ci scambiamo regali, organizziamo cose, ma non facciamo mai un discorso di una certa portata". Culturalmente, il giapponese è infatti orientato verso l'armonia di gruppo, quindi cerca il più possibile di evitare occasioni in cui debba opporsi, contraddire, rifiutare, dire la sua opinione se diversa...insomma, rompere l'armonia. Questo è il "tatemae", cioè l'apparenza, quello che dicono e fanno, a volte diverso dallo "hon'ne", le vere intenzioni, i propri sentimenti. Nel caso di Yumiko, però, mi sa che il suo tatemae non è solo una questione culturale, ma nasconde uno "hon'ne" a quanto pare piuttosto maleducato e calcolatore. Cosa, questa, che non ha a che fare con la cultura di un paese, ma credo sia semplicemente la natura di quella persona. Detto ciò, in realtà è difficile se non impossibile giudicare non conoscendo la ragazza in questione... e bisogna sempre fare attenzione a collegare ogni comportamento con la cultura di un paese. A volte, è semplicemente questione di "esseri umani", a prescindere dall'origine.

Ginevra ha detto...

solo per dire che il post e il relativo scambio di opinioni è stato molto interessante da leggere. Non ho molto da aggiungere visto che ho solo un amico metà italico e metà giapponese per dna, ma molto distante dal modello giapponese tutto sorrisi.

nonsisamai ha detto...

stefy: grazie cara, ti aspettavo. interessantissimi i tuoi commenti. mi fa un po' preoccupare la questione del diventare esclusivamente madre. lei potrebbe sembrare, cosi' dall'esterno, vicina a questo possibile problema. non l'ho mai vista nemmeno sfiorare il suo compagno, mai un gesto d'affetto spontaneo, prima della bambina qualche volta si invece. figurati che sembra sottomessa per tutti quei motivi che dicevo, ma in realta' e' lei il capo famiglia, amministra tutte le finanze e al marito non permette di gestire nemmeno il suo stesso stipendio. non so, e' tutto cosi' estremo. anche il discorso che hai fatto tu sulle intenzioni e l'armonia e' bellissimo cosi' in teoria, ma io devo fare davvero fatica a non giudicarlo una mancanza di sincerita'. e' questo quello che mi e' sempre stato insegnato:

ti piace il gelato? si o no. non e' che sorridi, dici si e poi lo butti via.

tu dici di non attribuire alla cultura ogni situazione ed e' giustissimo, di solito non lo faccio nemmeno io, ma in questo caso, mi sembra davvero che il background sia agli antipodi. per di piu' se ci metti che io reagisco in un modo perche' sono italiana e tutti gli altri sono americani e hanno un'altra sensibilita' ancora, viene fuori davvero un bel casino. menomale che gli americani [bianchi protestanti, altro discorsone...un'altra volta] sono sull'ipocrita per certe cose e tendono sempre a far buon viso a cattivo gioco perche' se fossimo stati tutti italiani ci sarebbe stata la terza guerra mondiale! :)

ginevra: grazie anche a te.

stefy ha detto...

Verissima la questione delle finanze: la gestione del denaro (come quella della casa), infatti, in Giappone è di consuetudine affidata alle donne, che al marito darebbero una sorta di "paghetta" per le spese extra. Cosa che rende anche la "sottomissione" (miii, che brutta parola) una sorta di "facciata" e che ha dato la possibilità a molte Giapponesi "casalinghe di professione" (c'è proprio un termine per indicarle, sengyou shufu) di ritagliarsi una "autonomia" fatta di shopping, uscite con le amiche, viaggi, gestione dell'educazione dei figli, ecc. Tutto a discapito, comunque, di un rapporto profondo e paritario (sul piano della comunicazione e dello scambio personale) con il marito. Ma alcune pare siano contente così. Proprio ieri leggevo, tra i commenti di un altro blog, di expat occidentali che si sono ritrovati per moglie una persona totalmente diversa da quella che era la loro "fidanzata" e sono costretti ad accantonare dei risparmi all'insaputa della moglie, per averli a disposizione dato che "non si sa mai"... ;-) Io prendo sempre con le pinze questi discorsi, però siccome mi è capitato di sentirli più volte, qualcosa di vero, in fondo, ci sarà. Anche se magari non è la regola come alcuni vorrebbero far credere. Ripeto, è labile il confine tra quello che dipende dalla cultura di un paese e quello che dipende dalla singola persona.
Per alleggerire i toni di questo discorso, ti racconto un aneddoto che mi ha fatto pensare a te e a questo post proprio due giorni fa. Ero in visita alla torre di un castello, eravamo un gruppo di turisti per la maggioranza italiani o europei, tra cui però due giapponesi. Ci hanno consegnato delle audio guide (non con le cuffie, dovevi proprio tenerle appoggiate all'orecchio) in cui venivano spiegati con dovizia di dettagli gli affreschi di una sala. Le giappine avevano l'audio guida in inglese. Sai cos'ho notato? Che mentre tutti giravamo la testa e seguivamo con lo sguardo gli affreschi sulle varie pareti man mano che venivano illustrati dall'audio-guida, la giappina è rimasta per tutto il tempo seduta ma rivolta dall'unico lato senza affreschi. Però non ha MAI mollato l'audio guida (e ti giuro, non era comoda da tenere) e ha sempre mantenuto uno sguardo assorto, senza dare segni di noia o di distrazione. Probabilmente non riusciva a seguire le spiegazioni in inglese o non aveva capito l'utilizzo del''audio-guida, ma non voleva dare nell'occhio o chiedere aiuto creando scompiglio nel gruppo. Eh già... a volte esagerano nell'educazione... Ma nel tuo caso la tipa esagerava nel nascondere la MALeducazione! ;-)

nonsisamai ha detto...

ma allora quindi...non e' solo lei, mi illumini! :)
magari dovrei leggermi un bel saggio sociologico sul giappone. seriamente. se hai qualcosa da consigliarmi che ti e' piaciuto, fammi sapere. grazie ancora, sei un tesoro.

Anonimo ha detto...

ciao, leggo solo ora tutti questi commenti e non so se vedrai mai questo, cmq. consiglio non un saggio di sociologia giapponese quanto i romanzi fantastici di Amélie Nothomb, una scrittrice belga che ha girato il mondo come figlia di un ambasciatore...
buona lettura
:o)
ciao
Marta

nonsisamai ha detto...

grazie marta! sei stata gentilissima, sono sempre a caccia di buoni consigli :)