mercoledì 25 giugno 2008

la vita sociale interculturale e soprattutto il cibo

Ho dei nuovi amici che mi piacciono molto, pero' ho notato che c'e' un problema: il cibo. Cioe' veramente all'inizio sembrava proprio che il cibo fosse una delle cose che piu' avessimo in comune. Il piacere di cucinare per gli amici e' stata la prima cosa di cui abbiamo parlato appena ci siamo conosciuti. Cosi', alla prima occasione, li ho invitati a cena e ho chiesto per cortesia se ci fosse qualcosa che non mangiavano, anche perche' sono israeliani e so che non sono particolarmente religiosi, ma non fino a che punto. Mi e' stato risposto che non seguono la dieta kashrut e che mangiano tutto senza problemi...

- ...cioe' veramente pero' se andassi al ristorante ti dico le melanzane sarebbero l'ultima cosa che ordinerei. E anche i funghi in effetti non mi fanno impazzire. [...] E i carciofi proprio no. [...] E poi i gamberetti e il maiale non e' che non ci piacciano, ma e' che essendo cresciuti in un posto dove nessuno li mangia, mi fa proprio impressione l'idea...mi vengono un po' i brividi a pensarci, insomma non mi verrebbe mai in mente di mangiarli...

Questo e' stato l'inizio. Cosi' dopo mille ipotesi mi sono resa conto che preparando per cena una semplice pizza fatta in casa, andavo sul sicuro e loro sono stati entusiasti all'idea. Quando sono arrivati, pero', ho proposto diversi ingredienti da mettere sulla pizza e tutto e' stato rifiutato.

- Ce l'hai la cipolla?
- Caspita mi spiace, l'ho finita!
- [Con improvvisa serieta'] Questo e' davvero strano.
- [Oddio cosa ho detto...?] Cosa?
- La cipolla va bene con tutto, e' strano che tu non ce l'abbia.
- E' che l'ho finita e poi sai in Italia di solito non e' che si mangi la pizza con la cipolla sopra, non ci ho pensato scusa...se me lo avessi detto...
- Certo, se avessi immaginato che non avessi una cipolla, te ne avrei portata una.

Stranamente avevamo il frigo traboccante quel giorno, cosi' ho offerto da bere birra, vino, dr. Pepper ovviamente, 2 varieta' di the freddo e succhi di frutta vari. Dopo una lunga pausa di riflessione mi e' stato chiesto:

- Hai per caso qualche altro tipo di soda?
- Eh, no. Siamo in Texas!
Fa mr. Johnson quasi scandalizzato.

- Ok allora un bicchiere d'acqua va benissimo.

Insomma, la serata e' stata piacevole, molto, loro sono in gamba, ma questa 'schizzinosaggine' mi da' proprio fastidio, lo ammetto. Il cibo e' una cosa seria, mangiare e bere insieme con allegria e senza problemi rende tutto piu' familiare. Eppure hanno fatto un gesto che mi e' molto piaciuto: nonostante quel giorno avessero mille cose da fare hanno insistito per portare un dolce fatto da loro. Questa cosa mi ha fatto pensare che l'ospitalita' e' importante per loro quanto lo e' per me. Ma evidentemente in modo leggermente diverso e mi dispiace il fatto di non cogliere ancora determinate sfumature.

27 commenti:

stefy ha detto...

Questo post mi ha fatto pensare... Io sono una a cui piace mangiare e a cui piace mangiare in compagnia, ma gli inviti per pranzi/cene in case altrui, se da un lato mi rendono felice, dall'altro mi mettono sempre un po'in crisi. Il fatto è che ci sono dei cibi che non riesco proprio a mangiare, faccio fatica a toccarli e se mi capitano in bocca non controllo le mie reazioni. Non sono tanti, ma purtroppo sono ingredienti semplici che in Italia sono di base nella cucina e quindi il rischio di ritrovarmeli è altissimo. Molti pensano che sia solo una fissa, ma purtroppo non lo è: io pagherei per riuscire a mangiarli facendo uno sforzo, pagherei euri su euri se potessi farmi un'operazione per cambiarmi il gusto! Ma purtroppo non si può... e allora, se non ho tantissima confidenza, ho sempre un po' di paura quando vengo invitata, dato che non tutte le persone sono premurose come te che ti sei informata prima sui gusti. Però, se mi capita di dover dire cosa non mi piace o di trovarmi davanti a qualcosa che non riesco a mangiare, di certo non lo dico con il tono con cui l'hanno detto a te e cerco sempre di minimizzare, perché mi vergogno... E non ti dico che pena quando i miei gusti, immancabilmente, diventano argomento di conversazione e tutti lì a chiedermi il perché e il percome, ma questo lo mangi, ma l'hai assaggiato, ma prova che non si sente... :-(

Amaracchia ha detto...

Ma fino a che punto si può discutere sui gusti altrui?Cioè: è meglio accettare tutto (anche il caffè con la sprite che ho visto preparare coi miei occhi), o mantenere fermi alcuni capisaldi? Almeno sulla pizza però.

Auguri per i 30 anni e due giorni :D

nonsisamai ha detto...

io non discuto sui gusti altrui, per questo chiedo prima, cosi' poi al momento di mangiare ci si puo' rilassare. e' che non avrei mai pensato sarebbe stato cosi' complicato.

e poi anche riguardo al tono: si' e' stato strano, io avrei subito chiesto un bicchiere d'acqua ad esempio, pero' e' anche vero che non siamo tutti uguali...bho...a volte e' semplicemente difficile entrare in un'altra mentalita'.


comunque e' stato molto piu' imbarazzante l'antefatto:

- sai e' che non avendo altri amici ebrei non me ne intendo di kosher...

- [Stessa faccia improvvisamente serissima] Come non hai amici ebrei? In Italia non ci sono ebrei?

- Si, e' che non ne conosco...

Silenzio interminabile.

nonsisamai ha detto...

amaracchia: dimenticavo! grazie!! :*

stone ha detto...

non sapevo si chiamasse così la loro dieta... ogni giorno si impara qualcosa :)

MiKo ha detto...

Curioso, anche io ho sempre una cipolla in casa. E poi mmmmm... la pizza con le cipolle. Fatta bene è splendida. Certo, non aiuta la socialità...
Però sono totalmente d'accordo con te: se sei ospite, non fai tanto lo schizzinoso.

nonsisamai ha detto...

miko: ma cosa fai? infierisci?
va bene mi faro' una scorta di cipolle per ogni occasione!! :))

Amaracchia ha detto...

Ih mamma mia! sulla storia degli ebrei sarei entrata in crisi anche io! per loro è normale, ma qui in Puglia saran contati sulle dita di una mano.

Sulla questione bere ho l'esempio di uno zio di mia madre: 60 anni passati in America, è tornato in Italia circa 10 anni fa.
Quel giorno stesso scoprì che nn beveva più di un bicchiere d'acqua al giorno, perchè per lui l'unica bevanda è la Coke o_O

la francese ha detto...

succede dai, per apprezzare le sfumature ci vuole sempre un po' di tempo! :)

e tanti auguri in ritardo!

cowdog ha detto...

ciò che racconti mi ricorda terribilmente diversi eventi accaduti da quando vivo in germania. io do per scontato che certe cose siano deliziose, ma per loro (per quanto si vantino di apprezzare la cucina italiana), ma per loro non sono così palatabili. vedi i malloreddus alla campidanese (sugo con salsiccia :P) che di solito piacciono a tutti (hanno mangiato la pasta e lasciato la salsiccia) o la mia ratatouille di verdure. e poi con tante persone a cena, di solito si cucina tanto e tutti si stragano. qui mangiucchiano, sembrano non apprezzare, snobbano il vinello e s'ingozzano di birra di quart'ordine. confesso di essere rimasta delusa più d'una volta...

Nathan ha detto...

mi sembrano stralci di un racconto di Carver. Ma non ricordo quale...

cowdog ha detto...

ignorate il commento sgrammaticato.
è tardi, sono stanca e fuori fanno 'n casino (hanno vinto) che la metà basta.
un cowdog insonnolito.

nonsisamai ha detto...

cowdog: figurati...ma gli europei? aia...

nathan: lo considero un complimento. o no? ;)

Raffaella ha detto...

Quando mi invitano a cena vado volentieri per il piacere della compagnia e non mi interessa quello che andrò a mangiare. Purtoppo per molti non è così. Recentemente mi è capitato di invitare degli amici e, come te, ho proposto una pizza. Mi è stato chiesto con un tono che non mi diceva niente di buono:
- ma la fai tu?
Al che ho risposto che avevo una certa dimestichezza con la pizza. Quando ci siamo risentiti per fissare l'appuntamento, sentendoli titubanti, ho detto che avrei comprato la pizza, niente ancora, con una certa naturalezza mi è stato risposto che forse era meglio fare qualcos'altro che mangiare, tipo andare a fare una passeggiata in montagna e portarci dietro dei semplici panini.
Credo proprio che non li inviterò più.

nonsisamai ha detto...

raffaella: ma fai benissimo, mi fa arrabbiare solo immaginare che mi facciano una scena del genere.
mr. johnson invece a questo punto mi farebbe tutta una solfa sulla tolleranza.

davvero alcune volte forse darsi appuntamento al ristorante o dopo cena elimina tanti malintesi...

tracina ha detto...

il punto è che non andavano al ristorante. erano ospiti. volente o nolente l'ospite si adatta a quello che il padrone di casa offre,no? tanto più che tu sei stata così disponibile ad informarti prima sui loro gusti! pensa se non chiedevi nulla:che facevano? bho,poi quel tono così come lo descrivi tu sembra davvero irritante!ah,quanta pazienza!

MiKo ha detto...

Concordo con tracina. Se vai a cena ospite da persone tanto gentili da chiederti prima se ci sono cose che non ti piacciono.
1) ringrazi
2) se c'è qualcosa che proprio non mangi, chiei scusa e passi avanti: è colpa tua, mica del tuo ospite.

E che cavolo!

Ginevra ha detto...

in effetti è un comportamento abbastanza strano. Va bene le differenze culturali, ma tu, come dicevano altri, ti sei impegnata per andare incontro a loro. Loro invece mi sembra che non si siano sforzati meno per venire incontro a te.
Fortunatamente non mi è mai capitata nessuna esperienza di questo tipo e in generale le persone che ho invitato a cena o hanno apprezzato o hanno finto bene di apprezzare :-)

MarKino ha detto...

bho... io mangio quasi di tutto, percui faccio fatica ad entrare nella testa di persone che assolutamente non riescono a mangiare una pietanza... pero` mi sembra che un piccolo sforzo, almeno per cortesia nei riguardi di che s'e` impegnato a prepararti la cena, si possa fare... almeno assaggiare... poi declinare... bho...

manukag ha detto...

Sono assolutamente d'accordo con miko e markino. poi vorrei dire qualcosa rispetto all'antefatto, perché mi fa arrabbiare questo tabu': anche a me sono capitate queste scene imbarazzanti con ebrei, musulmani e africani, insomma uno s'impegna, ma il mondo é grande... non si puo' sapere e conoscere tutto di tutto, la gente non se la deve prendere o fare facce scandalizzate se uno dimostra di non sapere qualcosa o conoscere qualcuno della loro cultura, perché non si puo' chiedere e parlare liberamente senza imbarazzi? anch'io non sapevo nulla della dieta kosher prima di conoscere una ragazza israeliana, mica nasciamo col manualetto della dieta kosher in mano, se non si ha l'occasione, é facile non venire a conoscenza di alcuni cose che magari sono distanti da noi e anche conoscere qualcuno di un'altra cultura non é mica cosi' scontato, soprattutto in italia, e allora? che problema c'é? uno si deve sentire in imbarazzo perché semplicemente non gli é capitato nella vita? se capita capita, se non capita non é colpa di nessuno, anzi non c'é nessuna colpa... anche a me in africa un giorno uno m'ha detto "ah, italia, ma mussolini é caduto?" e dopo un attimo di perplessità ho risposto "si', in effetti, già da qualche anno". all'inizio ero scandalizzata, poi in realtà mi sono resa conto che io della loro politica non avrei neanche saputo fare un nome e non ci ho pensato minimamente a giudicarlo male o prendermela perché non sapeva... anzi é normale... scusa, é venuto leggermente lungo... :P

stellastale ha detto...

con la tua sensibilità riuscirai a cogliere tutte le sfumature... certo il silenzio dopo lo scambio sugli amici ebrei mi avrebbe imbrazzato moltissimo... come è capitato a te!!!! cmq, se ti va ci linkiiamo??

Quasimoda ha detto...

beh, il mio babbo dice sempre "de gustibus NON CI SPUTANDUM sopra...però se avvisi prima sul tuo gustibus è meglio..."
una volta m'ha invitato a cena un pakistano (mi sembra), "c'è qualciosa che non mangi?" -sono intollerante ai latticini, formaggio, latte, burro ecc- "ok, allora ti faccio un piatto tipico del mio paese"
era riso con zafferano, cetrioli e joghurt (mischiato dentro).
e non c'era altro da mangiar.
e si è pure offeso perchè ne ho assaggiato poco!
buon w-end

fabio r. ha detto...

l'osservazione sulla poca conoscenza delle tradizioni (non solo quelle culinarie) ebraiche in italia l'ho fatta spesso anch'io.. non so bene perchè ma negli USA (ed in Europa, in parte) sembrano tutti più informati sul fatto..
non so: forse è un bene (sicuramente lo è) conoscere usi e tradizioni, ma poi - come in questo caso - associarli all'identificazione "tout court" della religione forse è un errore..

IO ho qualche amico che - ho scoperto con gli anni - essere ebreo, ma la cosa non è mai saltata fuori, nessuno era interessato...
POi però penso a Moni Ovadia, a Woody allen (che ADORO) ed a tutti i riferimenti colti yiddisch di autori che ho studiato: se tutto ciò porta ad un accrescimento delle nostre rispettive culture ok, ma se deve essere un alibi per poter "segnare" qualcuno per le sue credenze allora no.

In germania (lì di problemucci ne hanno avuti..) ancora oggi mi capita di parlare con amici di alcuni connazionali e - nel caso ne sottolinei una caratteristica poco italiana - loro mi dicono, serenamente: "certo. è ebreo!".
Io non ci penso nemmeno lontanamente a ricercarne le radici!
Pochi giorni fa' un editorialista -vaticanista del TG1 è stato accusato di non esser sufficientemente obiettivo nei suoi servizi perchè di religione ebraica..la cosa mi ha lasciato interdetto..
(ecco un articolo se interessa: http://archiviostorico.corriere.it/2008/giugno/25/Tg1_Italia_Oggi_polemica_sul_co_9_080625034.shtml)

Scusa la lunghezza ma l'argomento mi affascina.

Ciao bella!

fabio r. ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Camilla ha detto...

che argomento interessante!
io amo il cibo -i miei chili di sovrappeso ne sono testimoni, ma me ne vanto! =D - in ogni sua forma. da qualche anno ho delle intolleranze all'incirca a TUTTO ciò che di solito si fa a cena in Italia (in primis: grano=pasta, lieviti=pane. Che trauma ç_ç). Ora, non sono intolleranze particolarmente gravi, per cui magari cerco solo di ridurre (e come si vive senza pasta? T_T) ma, effettivamente mi hanno messo in crisi più di una volta a cena. Cosa faccio? mangio qualche boccone (purtroppo i miei, quand'ero piccina, erano molto fiscali sull'assaggiare: ora assaggio veramente qualsiasi cosa, se sono ospite =D) e tento di aiutare quando si portano via i piatti per mascherare il piatto pieno (che strategia, eh?!)...
per il resto, io mi sono sempre arrabbiata -e parecchio- quando è capitato in situazioni di vacanze in comune, camper, campeggi e varie di dover fare la spesa per 10-15 persone e OGNUNO ha qualcosa che non gli piace e viene fuori che momenti neanche pasta burro e parmigiano perché il burro è PESANTE e il parmigiano NON MI PIACE. Sinceramente credo che si tratti di simpatico spirito d'ADATTAMENTO; e non vuol dire rinunciare ai propri gusti per quelli degli altri, semplicemente stare zitti e mangiare anche se un odore, una spezia, un ingrediente o un sapore proprio non piace.
Sono drastica? Temo di sì =( ma una cosa è non mangiare poche cose rinomate, una cosa è mangiare SOLO pochissime cose.

L'aneddoto che racconti tu, poi, considerando i modi e il fatto che avevi chiesto preventivamente...=D
Sono molto solidale. Io sarei stata molto meno accondiscendente ;)

nonsisamai ha detto...

il tono era irritante, ma io non mi sono irritata, mi e' spiaciuto non capire. ho pensato che mi sfuggisse un qualche dettaglio, cha magari afferrero' conoscendoli meglio perche' non stiamo parlando di persone maleducate, altrimenti sarebbe stato troppo facile. queste persone anzi hanno avuto delle premure notevoli come per esempio quella di preparare un buonissimo dolce con le loro mani per noi. e allora c'e' qualcosa che non mi torna...

nonsisamai ha detto...

fabio r:commento molto interessante che apre tanti altri discorsi. il fatto di non fare caso alle differenze non so quanto sia una possibilita'. e' un po' come quelli che dicono che non bisognerebbe parlare di obama in quanto afroamericano o di hillary in quanto donna, certo, in un mondo perfetto magari. invece per me e' bello parlare delle differenze.
ad esempio questi amici hanno appena avuto un bambino e lo hanno fatto circoncidere con il rito tradizionale a pochi giorni dalla nascita: e' venuto il rabbino a casa, ha fatto succhiare al bambino un fazzoletto imbevuto di vino e ha fatto l'operazione li' per li' senza anestesia ne' medici. io non l'avrei mai permesso e ti assicuro che nemmeno loro erano entusiasti, ma avevano l'obbligo di fare questa cosa se non volevano essere esclusi dalla comunita'.
insomma, e' bello confrontarsi e capire che gli altri non sono marziani solo perche' si comportano diversamente da noi, ma hanno delle motivazioni culturali e familiari che noi non conosciamo. e fare anche una battuta e scherzarci su e' parte del processo di socializzazione.
in questo caso del cibo invece io non ho capito quale fosse il problema e non sono stata in grado di indagare perche' la cosa mi ha messo a disagio e non sono riuscita ad alleggerirla.
a proposito dei loro grandi intellettuali, una domanda che gli ho fatto e' stata proprio come fosse possibile che un paese cosi' piccolo possa produrre una tale quantita' di eccellenza in tutti i campi del sapere dalla tecnologia alla letteratura e via dicendo. dice che hanno delle ottime universita' :)