martedì 24 settembre 2013

stranieri e viaggiatori

Un po’ di tempo fa Mr. Johnson ha ricevuto una strana email del suo capo, anzi proprio dal capo dei capi con cui normalmente ha ben poco a che fare. Diceva che aveva bisogno di parlargli e soprattutto, di venerdi pomeriggio. Da queste parti il venerdi pomeriggio e’ il momento preferito per licenziare e inizialmente ci siamo piuttosto allarmati. In realta’, ragionandoci, non poi piu’ di tanto perche’ anche se tutto puo’ essere, l’ipotesi del licenziamento sembrava poco probabile e di solito non e’ il presidente a occuparsi di queste cose. L’unica altra ipotesi che ci veniva in mente era un cambio di posizione. Dopo tutto l’azienda ha un’altra sede in Europa e la responsabile si era vista spesso in giro in quel periodo.

Doveva essere quello. Gli voleva proporre di trasferirsi a Londra.

Era un giovedi e abbiamo passato la serata a interrogarci su quello che sarebbe potuto succedere il giorno dopo.

Mr. Johnson era piuttosto possibilista riguardo all’ipotesi del trasferimento, io invece, non l’ho detto, ma ero abbastanza terrorizzata all’idea.

Cercavo di immaginare i vari scenari, ma non riuscivo a trovarne nessuno che rappresentasse un miglioramento per noi. Mi vedevo, molto piu’ vicina all’Italia, certo, ma in realta’ ancora piu’ sola, senza i miei amici e il mio amato lavoro, in una citta’ enorme e grigia. D’altra parte pero’, come si puo’ rifiutare di trasferirsi in una metropoli del genere e per di piu’ a poco piu’ di un’ora di volo da casa? Sarebbe stata una scelta a dir poco sofferta, che speravo davvero di non dover fare.

Allora mi e’ venuto in mente qualcosa che mi ha detto una vecchia amica quest’estate, una volta che le raccontavo che piu’ o meno tutti stavano cercando di convincermi a tornare in Italia.

- C’e’ una cosa che non nessuno vuole considerare e cioe’ che a me la condizione di straniera in fondo piace. Mi piace essere continuamente alla prova in un certo senso. Mi piace imparare ogni giorno una parola, un modo di fare nuovo. Essere a contatto con persone diverse da me, scoprire posti nuovi, fare fatica anche, ma non annoiarmi. 

- Sicuramente e’ cosi’, ma non confonderti. Ti piace vivere all’estero, ma non hai il vero spirito del viaggiatore. Ti piace esplorare, ma hai bisogno di fermarti in un posto abbastanza da renderlo casa tua, da ricreare delle relazioni stabili, mettere radici ovunque ti trovi.

Le cose che ti tirano fuori gli amici sono fantastiche. Ci sto ancora pensando dopo tre mesi.

 

Quel venerdi abbiamo poi scoperto che l’email era destinata ad un omonimo.

3 commenti:

Luciano ha detto...

Fiuuu, che sollievo. Mentre leggevo il post desideravo per te qualcosa del genere. Ci sono momenti in cui certe opportunità non sono un bene, ci mettono in crisi e basta.
E lo penso anche io di te, ora che comincio a conoscerti, è chiaro che la condizione di straniera ti piace, l'opportunità di confrontarsi ogni giorno con una cultura diversa e di imparare qualcosa di nuovo è bellissima. Ma per chi forma una famiglia, soprattutto per una mamma, la stabilità è fondamentale

Baby1979 ha detto...

E' vero, non ci avevo mai pensato in questi termini. Mio marito è un viaggiatore e cambierebbe posto ogni anno senza problemi. Io ho bisogno di costruirmi ogni volta un porto sicuro. E quando penso a tornare in Europa, che un anno fa era il nostro obbiettivo primario, un po' mi dispiace ricominciare tutto da capo dove non conosco nessuno.

miss suisse ha detto...

ha ragione la tua amica, forse. Io prima dei figli ero più zingara, attratta da ogni cambiamento, me vedevo l'opportunità di nuove scoperte, avventure, viaggi.. Ora, saranno i bambini, sarà l'età che avanza ;-) sento bisogno di stabilità, di aver punti di riferimento e del nuovo trasferimento sento più la sfida e la fatica che l'opportunità...ciao, vale