lunedì 22 agosto 2011

un luogo comune da sfatare sugli emigranti

Tornando al discorso di ieri, c’e’ un’altra considerazione che vorrei fare.

Ogni volta che torno in Italia, mi viene detta la stessa cosa, quasi con le stesse parole, un’infinita quantita’ di volte. In teoria e’ un complimento ma…

- Come sei coraggiosa ad essere andata a vivere dall’altra parte del mondo! Io non ce la farei mai, io sono troppo legato/a alla famiglia e agli amici, io ho altre priorita’.

Ecco, io dico, lo so che sono cose dette cosi’ e a volte non ci si pensa nemmeno tanto pero’ mi verrebbe da rispondere in quei casi: voi pensate che io non sia legata alla mia famiglia e ai miei amici? PensateDSC00722 (2) che non soffra? E poi quell’accenno alle “priorita’” non mi piace. Sono abbastanza convinta che le priorita’ siano piu’ o meno le stesse, ma la vita e’ tremendamente complicata e ti porta a scelte che non avresti mai voluto fare.

Nel mio caso c’e’ stato soprattutto un incontro, ma ci possono essere mille ragioni. Senza contare che quando hai un figlio devi pensare anche a cosa e’ meglio per il suo futuro.

C’e’ gente che magari a un certo punto dice: sto troppo male dove sono, non riesco a esprimermi, non riesco a fare una vita dignitosa senza lavorare ventiquattro ore al giorno, sono stanco di arrabbiarmi. Sono tutti sentimenti umanissimi. Il fatto e’ che se li provi, non e’ che poi vedi i tuoi amici o la tua famiglia e sei tutto un sorriso, se stai male stai male, non riesci a dare il meglio di te nemmeno con loro, anche se ce li hai li’ a portata di mano ogni giorno e allora tanto vale provare a star bene altrove.

In questi casi la scelta e’: sto male a casa o vado a vedere cosa c’e’ fuori? Molti poi realizzano che in fondo non stanno cosi’ male e si rimboccano le maniche per migliorare quello che hanno, altri invece partono e magari trovano anche  qualcosa di meglio, ma non e’ semplice, il prezzo da pagare c’e’ e non e’ basso, come per tutto cio’ che vale.

14 commenti:

Ali ha detto...

Tutto vero. Per noi vale l'insofferenza e il sentirsi prigionieri di un luogo che non ci dava nulla in cambio. I parenti e gli amici mancano tanto da star male, ma nel complesso la nostra vita ha avuto una svolta positiva. E poi, come giustamente dici, abbiamo pensato al futuro dei nostri figli, che saranno liberi di scegliere dove stare e dove andare, come abbiamo fatto noi.

lory ha detto...

io sono una mamma di due figli che hanno deciso di "cercare fortuna" in Inghilterra e spesso mi sento dire: "Ma tu sei d'accordo con la loro decisione? Io rispondo che è la loro vita e non sarò certamente io a decidere delle loro vite!!! Certo che mi mancano anche se non sono troppo lontani (in fondo 2 ore di aereo che cosa sono) ma io sono orgogliosa della loro decisione e li appoggerò in ogni loro decisione.

Isabel ha detto...

ci vuole un grande coraggio per lasciarsi indietro le proprie radici e lanciarsi verso avventure sconosciute. è più che apprezzabile! Sto per finire l'università e se non dovessi trovare un futuro qui, per quanto amo la famiglia e gli amici, se devo scegliere tra essere tutta la vita insoddisfatta e un'occasione di felicità e realizzazione penso che non avrei dubbi. Purtroppo non si può aver tutto dalla vita; vivere a pieno è decisamente difficile e coraggioso, ma il coraggio non è da tutti :*

nonsisamai ha detto...

ali: per me il discorso dei figli e' fondamentale. conosco persone a cui i genitori hanno tolto una possibilita' del genere e sotto sotto non glielo hanno mai perdonato, non voglio succeda a me.

lory: bravissima, non sai quanto i tuoi figli abbiano bisogno del tuo entusiasmo e della tua comprensione.

isabel: beh, grazie e in bocca al lupo allora!

Anfibietta ha detto...

Tu hai fatto una scelta impegnativa - che spero ti porti solo tanta, tanta felicita'.
Molte persone non cambiano continente per essere felici e vivono bene la loro vita in Italia.
Molte provano a vivere all'estero e poi tornano deluse. Altre espatriano e ne sono soddisfatte.

Poi ci sono gli invidiosi, quelli che devono sempre far sembrare le scelte degli altri le scelte sbagliate. Quelli che se sono rimasti in italia, devono criticare il tuo trasferimento e se invece si sono trasferiti, criticano aspramente i "codardi" che sono rimasti a casa.

Ma di quelli non ci si deve curare, l'importante e' essere felici. :-)

NotreAnne ha detto...

sottoscrivo in pieno quello che hai scritto!

b & k ha detto...

Condivido in pieno! Anche a me lo dicono spesso...ma non e' una questione di coraggio. E' una questione di scelte...che a volte sono anche obbligate...

nonsisamai ha detto...

anfibietta: piu' che invidiosi a me sembrano insicuri: sembra che debbano a tutti i costi convincere gli altri che la loro scelta e' la migliore per autoconvincersi. ma di loro non ci preoccupiamo ;)

MarKino ha detto...

uhm. in generale concordo, però guarda, secondo me si tratta davvero di priorità. conosco una ragazza che ad un certo punto della vita s'è trovata a scegliere tra un dottorato nel posto che ha sempre voluto OPPURE provare a far funzionare la sua relazione.
Ha messo le due cose sul piatto della bilancia ed ha scelto la seconda. Evidentemente per lei, in quel momento era la cosa più importante. Esiste un altro modo di dirlo?
Con questo non voglio dire che tu, io, tutti quelli che sono emigrati se ne fottano di amici e famiglia, dico solo che, in quel momento della propria vita, ciascuno era nella condizione giusta per ritenere che la separazione, per quanto dolorosa, fosse tollerabile.

nonsisamai ha detto...

ma si, tecnicamente posso concedertelo, ma non dirmi che non ci vedi un minimo di sotto testo nel 'complimento' che ho riportato...

comunque, una mia amica ha appena fatto lo stesso. l'hanno scorso ha rinunciato a un super lavoro proprio qui negli usa per amore. quest'estate si sono lasciati. speriamo vada meglio alla tua amica altrimenti sai che rimpianti...

NotreAnne ha detto...

Secondo me c'è quella parola priorità legata a casa che è brutta, o meglo capisco bene cosa vuol dire Ema con cosa si legge tra le righe. io me ne sono andata per seguire il cuore, e il lavor, per certi versi peggiore al precedente, è arrivato dopo. Tuttavia, se te ne vai per amore c'è sempre qualcuno che ttra le righe ti rinfaccia che lasci la famiglia, o gli amici o il baretto all'angolo. Roba che cosa si doveva fare? Finanziare easyjet ogni weekend e aspettare che lui trovasse un lavoro che non c'era? Bah, è che è difficile essere contenti per gli altrei "gratuitamente", credo.

sariti ha detto...

Sottoscrivo tutto. Sai quante volte mi sono trovate esattamente nella stessa situazione...non e' coraggio, la vita ci pone davanti a dei bivii imprevisti e bisogna scegliere da quale parte andare. Spesso mi e' pure capitato di sentirmi dire: "Ma non hai paura?"...

MarKino ha detto...

nonsi, sono un uomo, non vedo sottotesti da nessuna parte :)

scherzi a parte, può essere, come può essere che sia invidia, che sia sofferenza per la separazione ....

per quanto riguarda la mia mica, le auguro anch'io che le vada tutto bene... ed in caso ontrario, beh, questo fa parte del fare una scelta: valuti le possibilità, le priorità e poi scegli, che è sempre un po' come una scommessa dato che l'imponderabile è dietro l'angolo ... però poi uno ne accetta le conseguenze ....

mariantonietta ha detto...

Il sottotesto c'è eccome!
Sono un po' stanca di sentire gente che va a vivere nell'appartamento di fronte ai genitori, mi fa i complimenti per il coraggio che ho avuto ad "abbandonare" i miei e poi passa le ore a lamentarsi della propria situazione.
ciao :)