martedì 10 ottobre 2017

dei confederati e dei loro simboli a dallas

Dopo una breve e folgorante parentesi nel baseball, Joe quest'anno è tornato a giocare a calcio. Gli allenamenti sono sempre più lunghi e frequenti e così si finisce per passare molto tempo con gli altri genitori. Normalmente è Mr. J che segue questa cosa, ma in questo periodo viaggia molto per lavoro e ho cominciato a gestire io anche questo. Mi ha fatto solo una raccomandazione: parla il meno possibile e solo di cose senza importanza con gli altri genitori. Secondo lui nel gruppo, che è molto piacevole in generale, si nascondono dei razzisti/trumpisti e sa che poi ci rimango male quando sento certe cose. 

La nostra vita non è stata stravolta dalle elezioni del 2016, ma è in queste piccole cose di tutti i giorni che avvertiamo un disagio tutto nuovo. La società è divisa in ogni sua parte, il problema non è solo ai vertici.

Il primo giorno, dopo un'ora di bla bla bla senza importanza, finalmente nasce un argomento molto intrigante. C'è questa mamma che si lamenta perché suo marito è fissato con la Prima guerra mondiale.
- Per lui esiste solo la Prima guerra mondiale, dovreste vedere i film che ci consiglia Netflix. Solo documentari sulla Prima guerra mondiale. E siccome è così appassionato della Prima guerra mondiale quando siamo andati in Germania, mi ha portato a fare il tour dei campi di concentramento...

E io intanto pensavo, ma come? Guardi tutta sta roba e non hai ancora capito che i campi di sterminio tedeschi riguardano la Seconda guerra mondiale e non la Prima?

Ad ogni modo, tenendo a mente i consigli di Mr. J mi sono limitata ad annuire e lei ha proseguito:
- Dopo aver visto i campi di concentramento in Germania, lavorando proprio accanto alla statua di Robert E. Lee e avendola avuta davanti agli occhi tutti i giorni per anni, quando ho visto che la tiravano giù mi sono sentita... 
E in quel preciso momento -accidenti- l'allenamento è finito. Tutti si sono alzati in piedi e la frase è rimasta in sospeso.
Ma facciamo un passo indietro così capirete perché mi interessava tanto. 

Vi ricordate dei disordini di Charlottesville ad agosto? Quando i neonazisti hanno sfilato con le torce in mano e hanno ucciso una ragazza che faceva parte della contro-manifestazione? Ne avevamo parlato qui. Ecco, i suprematisti in quell'occasione protestavano contro la rimozione di alcuni monumenti dedicati a generali e caduti sudisti della guerra civile. E' un dibattito questo della rimozione delle statue che riguarda tutto il paese. Anche a Dallas c'è stata una grande disputa e alla fine hanno deciso, giusto un paio di settimane fa, non solo di rimuovere la statua di Robert E. Lee ma anche di rinominare il parco omonimo insieme ad alcune scuole intitolate a vari personaggi che hanno combattuto a favore dello schiavismo e della secessione.
  
Quelle statue sono state erette soprattutto agli inizi del Novecento o negli anni sessanta come risposta ai movimenti per i diritti civili, con lo scopo principale, dunque, non di preservare la memoria storica o di portare avanti un ideale estetico, ma di auspicare un futuro dominato dai bianchi (trovate maggiori informazioni qui). 

Finisce l'allenamento, ma io continuo a pensare a questa cosa, vorrei davvero sapere cosa ha provato vedendo rimuovere la statua. Era così strano che tirasse fuori un argomento così controverso. Cosa mai avrà voluto dire? Insomma, le è dispiaciuto o le ha fatto piacere? Anche perché questa persona fa parte di una minoranza, dovrebbe essere ancora più sensibile verso i temi del razzismo. Forse Mr. J si sbaglia questa volta, forse ci sono delle persone davvero attente ed informate in questo gruppo.
Così, la volta dopo, senza nemmeno valutare bene l'opportunità di questa mia domanda, glielo ho chiesto, così un po' dal nulla, candidamente, davanti a tutti:
- Scusa, ma quindi cosa volevi dire l'altra volta? Cosa hai provato vedendo che tiravano giù la statua?
E cala il gelo, com'era prevedibile.  
Mi spiega -evitando il più possibile il mio sguardo, ma rivolgendosi agli altri quasi come alla giuria in un tribunale- che le è dispiaciuto perché dopo aver visto i campi di concentramento, ha capito che il passato anche quello più sanguinoso, va ricordato.

Già. Non potete capire la delusione. 

Ci avevo davvero sperato che stesse per dire il contrario, invece nonostante questa persona abbia un livello di istruzione molto alto, appartenga a una minoranza etnica e abbia avuto la possibilità di viaggiare, se n'è uscita con gli stessi beceri argomenti di un qualunque seguace del presidente in carica. 
Come ha potuto non rendersi conto che un monumento dedicato ai confederati equivale a un'ipotetica statua a Hitler e non alla visita a un campo di sterminio? 
Sarebbe come equiparare un busto di Mussolini a Se questo è un uomo di Primo Levi: da una parte hai il culto della personalità di un dittatore e dall'altra la testimonianza storica di un superstite.

Cos'è questa? Ignoranza, malafede o indifferenza?

E non era l'unica del gruppo a sostenere queste tesi. Un'altra mamma le dava man forte. 
- Non si può cancellare la storia, queste persone hanno dato la vita per la nazione.
Praticamente la dimostrazione vivente che la storia si impara dai libri, non dai monumenti. 
I confederati hanno dedicato la vita a dividere il paese e promuovere lo schiavismo. Il fatto che qualcuno gli abbia dedicato delle statue crea ancora oggi il malinteso che siano degli eroi e proprio per questo quelle statue stanno pian piano venendo giù perché finalmente una gran parte dell'opinione pubblica ha capito che rappresentano una vergogna nazionale e offendono una fetta enorme della popolazione.

Immaginate come si possa sentire il liceale afroamericano a cui tocca frequentare una scuola dedicata a qualcuno che lo avrebbe voluto schiavo. 

Un'altra mamma ha argomentato perfino a favore della bandiera confederata. Secondo lei tutti quei ragazzi che la espongono non sono mica razzisti, la vedono ai concerti di musica country e pensano che sia cool. Son ragazzi insomma, secondo lei. Secondo me invece sono neonazisti perché se esponi quella particolare bandiera e te ne vai alle manifestazioni urlando gli ebrei non ci sostituiranno come altro ti dovrei chiamare?
Volete sapere come è finita?
In tutto il gruppo, c'era un'altra mamma che la pensava esattamente come me e non aveva nessun timore a difendere le sue idee. Mi ha fatto piacere, mi sono sentita meno sola, ma questa non è la cosa interessante. La cosa interessante è che all'ultima partita la mamma che difendeva i neonazisti, si è presentata con il suo nuovo boyfriend, un gran bell'uomo di colore. E' interessante perché la maggior parte di queste persone non sanno nemmeno di essere razziste. Non hanno nulla contro i neri, ci escono, magari ci fanno una famiglia, ma allo stesso tempo difendono uno come Robert E. Lee che li voleva schiavi.
E sono persone, in questo caso almeno, con un livello di istruzione alto, non possono non sapere. Suppongo che non riescano a staccarsi da tutto quello che hanno imparato crescendo, magari semplicemente non lo hanno mai messo in discussione e hanno finito per interiorizzarlo. 
Al di là di tutto c'è una cosa di cui mi rallegro. Quest'anno sia Joe che Woody, per caso, hanno delle maestre afroamericane. Mi sembra un'ottima cosa. 
I pregiudizi si possono combattere solo con il buon esempio e questo vale soprattutto per i bambini, al di là di tutti i discorsi del mondo.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Non sono affatto esperta di storia americana,so quel pcoo che ho imparato anni e anni fa a scuola,e continuo a pensare che la Storia ha sempre due facce e c'è il buono e "cattivo" in entrambe le fazioni.E generalmente la Storia la racconta chi ha vinto.
Prova,se riesci,ad ever un confronto più diretto con queste persone, cercando di tralasciare il pregiudizio.
Perchè non dici loro quello che scrivi nel blog, che le statue sono state erette in anni recenti?
Io non so cosa queste persone imparino a scuola,che feste ci siano.
E come per me la guerra di Secessione americana è lontana geograficamente e culturalmente, per loro lo è anche la seconda guerra mondiale.
Io di quella guerra ho monumeti, racconti, lapidi ovunque: e ho la mia opinione.Ma ricordo anche che, da bambina, gli anziani rimpiangevano i tempi di Mussolini.

Nonsisamai ha detto...

Anonimo: Perché pensi che non le abbia detto le cose che ho scritto qui? E come ho scritto non ero sola a dire queste cose, ma una cosa che ho imparato in questi anni è che queste persone non cambiano idea. Pensa a Scalise,il senatore a cui hanno sparato qualche mese fa. È vivo per miracolo. La settimana scorsa è tornato al lavoro e per prima cosa ha detto che non ha cambiato idea sulle armi.
Per Mussolini. Sono convinta che in molti lo rimpiangano ancora in Italia.