giovedì 30 giugno 2016

il profumo di casa


Da quando sono arrivata mi riempio i polmoni del meraviglioso profumo di casa. 
Il famoso profumo di casa. 
Che nessuno tranne me sente, a quanto pare.
Mi siedo qui fuori e mi è difficile anche solo ricordare il senso di oppressione che sentivo allora. Tutto quello che volevo era andare via. Forse è cosi che funziona. Forse tutti quelli che vanno via sentono un qualche disagio, che è poi la vera spinta a prendere certe decisioni. Andare via è esaltante e anche il profumo di casa quando torni lo è, solo che ogni giorno che passa lo senti meno.

lunedì 27 giugno 2016

reverse culture shock, le prime 10 cose

Queste sono le prime 10 cose che mi hanno colpito dopo due anni lontana dall'Italia. In ordine un po' sparso:
1. Le medicine italiane sono meno semplici da usare. Su quelle americane è scritto chiaramente sia sul flacone che sulla scatola   a cosa servono e come prenderle. Se sono state prescritte dal medico riportano anche il nome della persona che deve prenderle e i modi di somministrazione. Su quelle italiane, niente. Bisogna leggersi il bugiardino scritto in piccolo. E sui farmaci omeopatici non c'è nemmeno scritto a cosa servono o come prenderli. Forse perché non sono considerati propriamente farmaci? E allora perché li vendono in farmacia?
2. Il barista saluta un cliente per nome e sorridendo chiede: "ll solito?". Bello.
3. I manifesti delle onoranze funebri.
4. Il suono delle campane.
5. Le strade strettissime e gli automobilisti inviperiti.
6. Le canzoni italiane alla radio.
7. Incomprensibile istante di commozione di fronte a oggetti come il dentifricio Mentadent, il bagnoschiuma Felce Azzurra o il cartellone dei gelati Sammontana: insomma qualunque cosa risulti introvabile in Texas. Perfino le pubblicità in televisione.
8. Nel parchetto davanti a casa dei miei hanno finalmente costruito un'area cani, ma alcuni continuano a portare i cani nell'area dei bambini e senza guinzaglio.
9. Nel bagno dei miei ci sono due bottiglie di sali da bagno databili probabilmente intorno ai primi anni ottanta. Non avevo mai pensato che in effetti adesso nessuno regala più i sali da bagno. Chissà se sono diventati tossici. Chissà se qualcuno a parte me si è accorto che sono ancora là.
10. Quando sono andata a comprare la scheda del telefono, l'impiegato della Tim mi ha lasciato in attesa mentre discuteva con una collega davanti a me di questioni di soldi loro. Poi la collega è uscita e ha continuato a gesticolare  animatamente con un'altra persona dall'altra parte del vetro. Piccolo dramma inimmaginabile a Dallas.
11. La sala d'attesa del pronto soccorso non aveva l'aria condizionata. (Niente di grave, la solita zanzara tigre che ha fatto allergia).
12. Un ragazzo di Bergamo spiegava all'amico su un ponte in porta Genova:"È un ponte molto bello e pieno di poesie, è molto hipster". (Trovate qualche foto sull'IG @nonsisamai).
Cavolo sono 12. E continuano ad aumentare.

sabato 18 giugno 2016

cuscini sognanti

Joe ieri notte e' rimasto fuori, e' andato al suo primo pigiama party, a casa di amici nemmeno vicinissimi a noi. Avevamo immaginato di dover correre a prenderlo in piena notte in preda al panico invece sono le otto del mattino e tutto ancora tace. In effetti, lui era tranquillissimo e felice. Di solito dorme dieci ore filate, se deve andare al bagno, ci va da solo senza nessun problema ormai da anni, ma si sa le prime volte possono fare brutti scherzi. Infatti si e' portato via il mio cuscino. Io uso due cuscini (uno lo aggiungo quando leggo) e qualche settimana fa lui me ne ha rubato uno, ha detto che con quel cuscino fa solo bei sogni. Ieri sera invece si e' portato via l'altro. 
- Lo cambio perche' l'altra sera ho sognato un mostro, mi sa che si sta scaricando...
Lui va ai pigiama party con i suoi amici e io sto qui a riempire i cuscini di bei sogni. 
Non e' questo che fanno le mamme?

venerdì 17 giugno 2016

l'astrattismo di joe






Qualcuno ha chiesto a Joe se avesse disegnato un elefante. Era ovvio che qualunque cosa fosse, non assomigliava in nessun modo a un elefante. Lui allora ha fatto una piccolissima pausa e ha risposto semplicemente: "E' astratto". 
E niente, per una mamma insegnante di arte e' piu' o meno il massimo.